Il volto dell’amore – Alessandra Scubla (Contest1)

Mirko Bresciani, FreedomEra finalmente arrivato il giorno in cui Katerina avrebbe presentato il nuovo fidanzato alla sua amata nonna. Aveva voluto essere sicura che quello fosse l’uomo della sua vita, prima di portarlo a pranzo da lei, ma dopo mesi di vita insieme ne era certa. Hugo Marker era l’uomo che aveva aspettato e che non si sarebbe lasciata scappare.
La donna sedeva a capotavola come al solito e, appena vide la nipote, i suoi occhi si illuminarono, ma subito sul suo volto si posò un’ombra. La donna si portò la mano al petto e gli occhi le si riempirono di lacrime.
«Nonna!» urlò Katerina e subito fu al suo capezzale.
La donna alzò la mano e indicò l’uomo che se ne stava in disparte ad osservare la scena.
«E’… Il mio povero cuore sta per esplodere! Non credevo di poter rivedere quel volto!» disse la donna, piangendo di gioia.
Hugo si avvicinò e prese per mano Katerina.
«Nonna, lui è Hugo!» lo presentò la giovane.
La donna accarezzò il volto dell’uomo.
«Conosci un certo Hans Marker?» domandò la donna con voce tremante.
Hugo annuì. «E’ mio nonno!» rispose lui, sorridendo.
«Sei identico a lui. Per un secondo ho pensato che il suo spirito fosse venuto finalmente a prendermi. L’ultima volta che l’ho visto indossava ancora i colori nazisti. Credevo l’avessero ucciso i suoi compagni quando scoprirono che nascondeva me e la mia famiglia.»
La nonna iniziò così il suo racconto: ancora ragazzina, era stata costretta a nascondersi per non essere deportata in uno dei tanti campi di lavoro nazisti. Un giorno, mentre faceva ritorno al proprio nascondiglio, incontrò un giovane soldato tedesco e si innamorò. Insieme fecero progetti e dipinsero i propri sogni tra le nuvole, ma poi, all’improvviso, lui scomparve. Non le fece più visita e, col tempo, lei, col cuore spezzato, ricominciò con la sua vita, senza però mai dimenticare quel giovane soldato dagli occhi di ghiaccio e l’animo gentile.
La nonna strinse le mani di Katerina e Hugo.
«Non perdetevi ragazzi miei, non ve lo perdonereste mai!» sospirò la nonna.

Alessandra Scubla

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