Le foglie gialle – Chiara Pugliese

albero autunnaleÈ autunno, guardo fuori dalla finestra gli alberi che iniziano a ingiallirsi. C’è un’aria dolce, avrei preferito passeggiare con un caffè caldo. Invece sono chiusa qui, ad attendere un cliente che non arriva. Intanto, mi torna in mente il tempo che ho trascorso, per cinque anni del liceo, a fissare dall’ultima fila, quel ragazzo che avrei tanto voluto baciare e a cui avrei voluto dire “Ti amo”, di cui neanche ricordo il nome. Ero così impacciata che, ogni qualvolta provassi ad avvicinarmi a lui, per andare oltre alla chiacchierata da scolaretti, finiva con me imbarazzata, balbuziente, tanto da sembrare interdetta, un po’ come sempre. “Che stupida!” penso. È arrivata nel frattempo l’ora di pranzo, mi affretto a raccattare le mie cose e a scappare nel parco: ho proprio voglia di assaggiare il panino che ha preparato mio figlio. Ma proprio mentre appoggio la mano sulla maniglia della porta, sento: “Scusi Dottoressa? Posso?”. Sbuffo, abbandono l’idea del parco e lo faccio accomodare. Chiedo il suo nome, come mia consuetudine. Mai avrei pensato che la risposta mi avrebbe spiazzata: “Laura, sono io, Gianni, ricordi? Andavamo a liceo insieme”. Improvvisamente torno adolescente, inizio ad arrossire e con forte imbarazzo gli chiedo cosa l’avesse portato da me. Inizia a raccontarmi di ciò che ha combinato dopo il liceo, di come la sua strada non sia stata in discesa, come mi aspettavo. “Sai, fumavo le canne un po’ come tutti ma, dopo il diploma, i bagni della metro erano diventati casa mia, mi facevo… mi faccio di eroina. Poi passavo di qui un giorno, ho ricordato il tuo nome, e ho pensato che forse sei ancora brava ad aiutare le persone, come lo eri un tempo”. Non riesco a rispondergli; penso a quanto sia strana la vita. Era così bravo con la sua band: immaginavo per lui un futuro perfetto, senza intoppi. Ed ora è qui, a chiedere aiuto a quella ragazza che, adesso è una brava psicologa, ma che, un tempo, sembrava non potesse sbocciare mai. Penso all’autunno, alle foglie che diventano gialle più tardi delle altre. Ma che alla fine, cadono prima.

Chiara Pugliese

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