Passeggiata nel passato – Minou Manafi

11180262_798981556859995_1122121867_nCamminavo.

Il treno correva sui binari. La valle, la galleria, la foresta, la fonte.

Il cielo chiaro, l’alba, il sole di mezzogiorno, le nuvole, il tramonto.

Il treno andava, e io lo percorrevo. Procedevo di vagone in vagone. Aprendo e chiudendo svogliatamente le porte scorrevoli che attraversavo.

Giravo di tanto in tanto gli occhi ad osservare qualche passeggero. Tutto tranquillo: tutti parevano assorti e attenti nelle proprie cose; chi leggeva il giornale, chi dormiva con la bocca spalancata, chi intratteneva relazioni sociali o conversazioni affettuose.

Camminavo e il tempo ritmicamente scorreva. Scorreva sui binari, insieme al treno.

Col passare delle ore la mia camminata si fece man mano più pesante. Iniziai a urtare distrattamente persone nel corridoio, signore sedute a cui andavo addosso senza accorgermene.

Continuai a camminare. Vidi la luce del sole scendere e pian piano svanire.

Camminai per molto tempo.

Il pavimento sotto ai miei piedi sembrava non finire mai.

Ero stanco. Ma, chissà per quale assurdo motivo, nonostante gli sguardi curiosi dei passeggeri, le occhiate di traverso, i bambini che mi guardavano con grandi occhi spostandosi mentre passavo, io continuavo a procedere. Nonostante l’aria fredda, il correre rumoroso del treno sopra i binari abbandonati.

Camminavo senza pensare.

Finché, ad un certo punto, mi accorsi di un fatto strano.

Procedendo di vagone in vagone mi parve di rivedere persone che già avevo visto. All’inizio fu solo un presentimento. Riconobbi una donna bionda, di mezza età, che si era girata verso di me almeno una ventina di vagoni prima, mentre parlava con un uomo anziano.

E  la rividi con altre persone. Com’era possibile che fosse lì? Era veramente lei?

Avrebbe dovuto camminare insieme a me, per essere lì adesso. Io ormai procedevo velocemente, e lei era affossata sul sedile con atteggiamento di chi è seduto da troppe ore. Dovevo essermi sbagliato. Eppure quella fronte, quei segni sotto agli occhi…

Continuai a camminare. E il presentimento divenne sempre maggiore, prese forma, fino a non poter essere più trascurabile. Rividi più volte vari volti conosciuti: un signore anziano, una giovane donna, qualche bambino..

Alcune persone parevano addirittura riconoscermi.

Sembravano quasi salutarmi con lo sguardo mentre passavo, ammicarmi come un gesto d’intesa, un’occhiata affettuosa.

Alcuni mi pareva di conoscerli, di averli già visti in passato, magari anni prima, altri proprio non mi dicevano nulla.

E persone che invece già avevo visto, che ero sicuro di conoscere (almeno fino a quel momento) mi guardavano come vedessero un qualunque viaggiatore frenetico che camminava sul treno, forse per andare in bagno, forse per raggiungere la porta scorrevole e fermarsi lì per scendere alla fermata successiva.

Ma fermate, non ve ne erano. Camminavo ormai da ore e ore. E oltre al fragore del treno non coglievo niente di comune a una normale corsa.

Mi sforzai, ma non riuscii nemmeno a ricordare il momento in cui mi ero alzato, e avevo cominciato a camminare.

Ricordai solo d’aver sentito lo stimolo di alzarmi. Forse per sgranchire le gambe dopo aver passato ore seduto.

Ero salito sul treno da solo.

Poi da un certo momento avevo cominciato a camminare.

Spinto da chissà quale impeto, chissà quale pensiero.

Il treno non faceva fermate, non rallentava. Questo viaggio non aveva alcun senso.

Certo, c’erano le persone. Quelle che mi ignoravano, quelle che mi sorridevano, quelle che rivedevo man mano sedute accanto a persone diverse, con compagnie nuove, nuovi affetti.

Ma io procedevo. Insensibile e distaccato da tutto questo. Con un passo deciso. La fretta addosso.

In una camminata folle.

Finchè un fischio del treno parve come svegliarmi. E allora capii.

L’unico senso di quella corsa era forse proprio il mio camminare, il mio procedere avanti.

Ma stavo procedendo in senso contrario alla corsa. Forse in una sorta di circolo.
O forse stavo soltanto tornando indietro.

Minou Manafi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *