La pagina di Anna: L’incubo della retromarcia ad angolo

Anna MalteseCiao ragazzi, sono tornata. Lo so, lo so, avete ragione, sono stata via per un po’, ma adesso sono qui e vi racconterò una nuova storia.

La vicenda che vi racconto questa volta riguarda il mio fallimento al Torneo letterario “Io Scrittore” promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol. (http://www.ioscrittore.it/doc/68478/regolamento-edizione-2015.htm)

Questo torneo letterario, il più famoso in Italia, è un’opportunità concreta per chi ha scritto un romanzo e vuole darsi l’opportunità di farsi leggere e “valutare” dagli altri partecipanti al torneo: mi spiego meglio, per partecipare bisogna scegliere uno pseudonimo e caricare sulla piattaforma del sito l’incipit del proprio romanzo. Contemporaneamente il sistema invia 15 incipit che il concorrente dovrà valutare con un commento e con una votazione.

Conosco l’esistenza del torneo letterario da qualche anno e oramai da più di tre anni avevo in mente di parteciparvi, così ho deciso che il 2015 sarebbe stato l’anno giusto per provare. Per tutto l’inverno non ho fatto che pensare al romanzo con cui partecipare, ho riletto vecchi scritti, ma nessuno di questi mi ha soddisfatto e allora mi sono cimentata nella scrittura ex novo di un romanzo che ho intitolato “La luna in tasca”.

La storia mi ha subito appassionato perché si tratta di una vicenda ambientata a Milano e narrata da due voci narranti femminili: Nives, manager di 35 anni, e Pamela, parrucchiera di Bollate di 25 anni, tutte e due in cerca del progetto di vita, dunque due donne di diversa estrazione sociale che mirano alo stesso obiettivo: essere felici.

Il romanzo mi impegna una media di tre ore al giorno di scrittura, molte ore trascorse in biblioteca per le ricerche bibliografiche e ha sacrificato tempo a cene con amici, passeggiate, aperitivi e tutte le altre attività a cui bisogna necessariamente rinunciare quando si è impegnati in un progetto importante.

Ho aspettato il giorno del responso, il 28 maggio, come si aspetta il giorno del matrimonio, con la stessa ansia e trepidazione di chi sta per arrivare al traguardo e con mia grande sorpresa non sono stata fra i 300 finalisti.

Potrei descrivervi perfettamente il gusto amaro della delusione, lo sconforto, il disincanto e tutto quello che ne consegue quando si va incontro ad una sconfitta.

Eppure la mia reazione è stata inaspettata: il giorno dopo sono corsa il libreria ad acquistare “Anatomia di una storia” di John Truby e “L’arco di trasformazione del personaggio” di Dara Marks, due volumoni che mi faranno compagnia per tutta l’estate.

Lo stesso pomeriggio, mentre facevo la fila per pagare i libri, mi è tornato in mente il mio esame di guida a cui sono stata bocciata per non avere saputo fare la retromarcia ad anglo. Mi è venuto da sorridere perché è la manovra che so fare meglio e che dopo l’esame non mi ha più causato più problemi.

Bisogna fare leva sulle fragilità della propria scrittura, sul concetto che se sei bravo a descrivere i personaggi, magari dovrai migliorare nei dialoghi o nell’ambientazione.

Nei giorni scorsi sono stata in Sicilia per una breve vacanza che ho deciso di fare per ritirare il premio assegnatomi dal Comune di Casteldaccia.

… perso un concorso, se ne vince un ALTRO!

Anna Maltese

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