Un’autrice esordiente si racconta: Simona Ferruggia

11713551_10206674344438671_295150874_n Oggi abbiamo un’ospite speciale: Simona, classe 1989, una passione in comune con noi, la scrittura, e un romanzo in pubblicazione.

Vedere una ragazza così giovane che sta realizzando un sogno mi riempie sempre di gioia e di speranza per quel vivaio di ragazze e ragazzi che si sono fatti avanti per collaborare con me e ogni giorno mi sanno stupire con le loro pagine.

Il nostro gruppo, come avrai scoperto leggendoci, ha puntato fin da subito a una diffusione della narrativa breve di giovani e giovanissimi. Abbiamo scelto di farlo attraverso i social network perché crediamo che nella società contemporanea la letteratura debba evolversi per offrirsi al pubblico sempre più vasto che popola la Rete.

Ho potuto vedere che anche tu sfrutti molto il mondo social per il tuo romanzo d’esordio, “Il cuore segreto” (Watson edizioni). Dopo la pubblicazione, gli scogli sono la promozione e la distribuzione. Come intendi agire e a quali canali ti stai affidando?

S. Anzitutto, promozione e distribuzione sono lavori da svolgersi collaborando con l’editore, e, fortunatamente, il mio è un tipo tosto, che mi sta dando grandissimo supporto! Ci stiamo affidando, ovviamente, ai Social, il mezzo di comunicazione più veloce al mondo, alle varie agenzie stampa, ai circuiti di distribuzione più importanti, e stiamo lavorando per organizzare la presentazione ufficiale.

Stai concretizzando un sogno che molti sperano di poter realizzare. Ci racconti le tappe che hanno portato alla pubblicazione del tuo libro?

S. “Il Cuore Segreto” nasce, come semplice “idea”, qualche anno fa, quando mi resi conto che, in famiglia, c’erano frasi non dette, verità nascoste, e una specie di coltre di “mistero” che avvolgeva questa storia. La lavorazione vera e propria è iniziata circa due, tre anni fa, con l’intento di narrare una storia forte, da cui la gente possa trarre aiuto ed ispirazione, viste le tematiche trattate, e, nel mio piccolo, per dare merito a chi non si è mai preso merito! Una volta terminato, superati blocchi, ansie e paure, ho inviato il manoscritto a tutte le case editrici di cui avevo i contatti: rifiutando categoricamente tutte quelle a pagamento, la “Watson Edizioni” è quella che mi ha colpito maggiormente per professionalità e serietà, così mi sono affidata a loro per la pubblicazione.

Provocatoriamente ti chiedo perché un lettore dovrebbe sceglierlo tra la miriade di proposte con cui editoria e self-publishing lo inondano?

S. Per quanto concerne, invece, il motivo per cui un lettore dovrebbe scegliere il mio libro, è piuttosto semplice. Si tratta di una storia reale, concreta, e tanto basta per suscitare l’interesse del lettore. Inoltre, vengono trattate tematiche fondamentali per la società odierna, come il rapporto tra genitori e figli, la malattia mentale, la violenza domestica, l’omosessualità e la “crescita interiore” che una persona può portare avanti nonostante le avversità che la vita porta con se.

11715957_10206674344118663_757310372_nPerché scrivi e da quanto tempo?

S. Nel 2009, dopo il diploma, ho vissuto un forte periodo di depressione, ed ho abbandonato l’Università chiudendomi in casa. In quei momenti mi sono resa conto di aver bisogno di una “valvola di sfogo”, qualcosa che mi “liberasse” e mi facesse sentire completa, e così ho iniziato a scrivere. Inizialmente, qualche pensiero sparso, ma, solo nel 2010, frequentando un corso di Sceneggiatura e Scrittura Creativa, promosso dalla Regione Sicilia, mi sono resa conto che la scrittura era ciò che volevo per me, forse l’unica cosa che davvero so fare e con cui mi piacerebbe convivere per sempre!

Nel mese di ottobre si terrà un workshop di scrittura creativa sulle tecniche di composizione del racconto organizzato da Emergenza Scrittura. Dal tuo punto di vista che ruolo hanno corsi e workshop di scrittura creativa nell’elaborazione di uno stile e nella maturazione della propria scrittura?

S. Penso che la capacità di scrivere non si possa imparare: è un dono che si ha, e come ogni capacità artistica è “innata”. Corsi e workshop sono importanti perché aiutano ad affinare la tecnica, a “limare” le imperfezioni prendendo pieno possesso delle proprie capacità. Io stessa ne ho affrontati due: uno di circa novecento ore, promosso dalla Regione Sicilia, e uno organizzato dalla “Scuola Holden” in collaborazione con Feltrinelli.

Ringrazio Simona per la sua disponibilità e le auguro un buon successo di pubblico a nome di tutta la redazione di Emergenza Scrittura.

Giulia Pieretto

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