Ladro di stelle – Chiara Piredda

11758766_10205902439174384_809739161_nQuanto dista una stella? Chissà se quel luccichio elegante da vicino diventa abbagliante.
Che poi lo sanno tutti: le stelle risplendono solo nella notte, senza oscurità sono perse. Seguono la legge del contrasto: patire la fame e poi assaporare un pasto caldo, morire di freddo e accoccolarsi davanti al camino, testare la sofferenza per riscoprire la pace. Altalene di gioia e dolore: un pizzico di dolore, una manciata di felicità. Dolore, felicità. Dolore, felicità.

“Tutte le sere, al calare del sole, trascino la branda vicino alla finestra, sposto la tenda e fisso il buio. Ripenso a quando da bambina credevo che la notte fosse un enorme telo blu srotolato sul cielo, e le stelle dei buchi fatti con un enorme punteruolo, attraverso i quali si insinuava la luce del sole.  Poi pietrifico impaurita. Sto ferma e aspetto i primi raggi di luce. Loro sanno sbrinarmi”.

La immaginò sola, mentre trascinava la branda e poi mentre piano perdeva la forza di allontanarsi dalla finestra. Le avrebbe regalato il sole se solo avesse potuto. Avrebbe privato della sua luce il mondo pur di vederla felice.
Pensò di regalarle dei fiori. Lei avrebbe risposto con un sorriso gentile per poi metterli in un vaso finché non sarebbero appassiti. Pensò a un orologio, ma sapeva che avrebbe contato le ore prima dell’alba. Pensò a una sciarpa morbida e avvolgente, ma sarebbe sprofondata tra i suoi intrecci. Fu allora che scelse di regalarle una stella.

Allungò la mano verso quella più luminosa. Chiuse un occhio per centrarla meglio e piano la strinse tra l’indice e il pollice. La staccò dal cielo, non si bruciò. La spostò piano verso la Terra, con la delicatezza di una mano che protegge la fiamma tremante di una candela.
“Come s’impacchetta una stella? Qualsiasi coccarda si scioglierebbe al suo contatto”.

Gliela porse a mani giunte e nude, al buio perché potesse rispendere meglio. Era davvero bellissima, un fascio di luce bianca in quella stanza immersa nella notte. Lei, sulla branda, la fissò impassibile. Non sorrise, né ringraziò. L’adagiò piano tra le gambe incrociate.
“Si spegnerà?”
“No se la terrai con te, al buio”

Al sorgere del sole la osservarono spegnersi silenziosa. La luce invase la stanza e del presente non rimase che un nocciolo annerito.
Il regalo riprese vita al tramonto e come quel giorno anche quelli dopo e dopo ancora. Ciò che prima intorpidiva il suo corpo ora diventava necessario. Scoprì il retrogusto dolce della propria paura, proprio come un bambino che avanza i primi passi incerti fino a correre felice in un prato.

Imparò ad attendere le tenebre senza premura e senza timore, solo per osservare il suo dono risplendere. Spegnersi e risplendere. Spegnersi e rispendere.

Chiara Piredda

One thought on “Ladro di stelle – Chiara Piredda

  1. Luella ha detto:

    I suor-elpve the idea and colors, but agree with you that the yarn ball needs to be a bit bigger to have a better proportion to the needles. Man, those needles look jaunty and ready to knit.

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