#ScritturaCreativa: 6 semplici modifiche per rinforzare la tua bozza

  1. imagesVerbi di distanziamento
  2. Definizioni di sentimenti
  3. Termini riempitivi
  4. Parole e frasi abusate
  5. Parole deboli
  6. Nomi e luoghi che cambiano

Vediamo una per una, le sei semplici modifiche con cui potrai rinforzare la tua bozza!

  1. I verbi di distanziamento:

I verbi di distanziamento sono verbi che portano il lettore ad un ulteriore passo di distanza dall’azione o dalla narrazione. Verbi di distacco comuni sono pensava, sentiva, sembrava, immaginava, sapeva, decise di e sapeva.

Quando rileggi il tuo manoscritto, eliminali: non ne hai bisogno.

Esempio:

– No: Il sole sembrava far scintillare la superficie del mare come se fosse fatta di diamanti.

– Sì: Il sole faceva scintillare la superficie del mare come se fosse fatta di diamanti.

  1. Sentimenti:

L’uso di parole che definiscono i sentimenti è un esempio di dire senza dimostrare. Non dite che qualcuno è arrabbiato, mostrate invece la pelle tirata e bianca delle nocche sui pugni chiusi e il suono di denti digrignati. A volte usiamo termini che definiscono le emozioni perché non abbiamo fiducia nel nostro stile e sentiamo di averne bisogno per comunicare un’idea – o crediamo che i nostri lettori non siano abbastanza svegli da capire senza una buona spiegazione. Questo è pericoloso – i lettori sono più intelligenti di quanto crediamo, e abbandoneranno un libro se sentono che l’autore sta “semplificando” per loro.

Quando correggi, metti in evidenza tutte le definizioni di sentimenti nel tuo manoscritto. Cerca di levarle e vedere se l’emozione è ancora chiara – altrimenti, cerca di descriverla in modo da coinvolgere i sentimenti del lettore.

Esempio:

No: Timmy era eccitato perché la nonna sarebbe venuta a trovarli.

Sì: Timmy schiacciò il viso contro il vetro, controllando la strada vuota. Il suo piede batteva freneticamente contro l’asse del pavimento di legno. Quando si levò dalla finestra, la sua fronte lasciò un velo ovale di condensa. “Quando arriverà la nonna?”

  1. Termini riempitivi:

Una parola riempitiva si può levare lasciando intatto il significato della frase. Le più usate sono davvero, quindi, circa, molto, solo, così.

Esempio:

– Assolutamente no: Era davvero una così cara ragazza.

– No: Era una così cara ragazza.

– Meglio: Era una cara ragazza.

  1. Parole e frasi abusate:

Quando rileggi il tuo manoscritto, prendi nota della presenza massiccia di frasi e parole usate più spesso, specialmente in prossimità l’una dall’altra. Potresti chiedere al tuo lettore di prova di fartene una lista, poiché è difficile scovarle nella tua stessa scrittura. Una volta trovate trova dei sinonimi, o se possibile usa una parola diversa. Potresti anche scoprire di poterle omettere del tutto.

Esempio:

Ogni scrittore ha le sue espressioni preferite; è tuo compito identificare quali siano per te (fai una lista!) e sradicarle senza pietà. Tre tropi comunemente abusati e che dovresti eliminare completamente dalla tua bozza finale sono sospirò, alzò le spalle, ed ogni tentativo di far alzare o ruotare gli occhi. Puoi fare di meglio!

  1. Parole deboli:

Le parole deboli includono ogni coniugazione del verbo essere, “avere” usato come ausiliario, ed ogni parola che possa essere sostituita con un’altra per un significato più esatto.

È/sono/era/erano sono i peccati capitali di un linguaggio debole. Nella migliore delle ipotesi, possono essere eliminati completamente. Era corso fuori a vedere cosa stava succedendo diventa corse fuori a vedere cosa stava succedendo senza perdita di significato. Alla peggio, è un segnale del raccontare più che del mostrare.

Leggi ogni frase della tua bozza in modo critico. Chiediti se ogni parola sia forte all’apice delle proprie possibilità, se non possa essere sostituita con un’altra per un miglior effetto. Usa un dizionario se ti serve.

Esempio:

– No: Era alto.

– Meglio: Lei alzò il viso per guardarlo. Su, e ancora su.

– No: Lui le aveva dato la rosa rossa più perfetta.

– Meglio: Lui le diede la rosa rossa più perfetta.

  1. Nomi di personaggi o luoghi che cambiano.

Forse il tuo racconto è iniziato a New York, ma poi hai pensato fosse un cliché e lo hai trasferito a Des Moines, in Iowa. O magari hai iniziato senza decidere il vero nome del tuo personaggio, mettendo “MC” provvisoriamente, sino alla metà. Allo stesso modo, assicurati di essere stato coerente.

Un consiglio: usa lo strumento “trova e sostituisci”. Questo piccolo e potente compagno ti consentirà di sostituire ogni caso di parole indesiderate con altre. Usalo solo se sei certo che la parola che vuoi sostituire non si presenti però in altra forma: magari hai cambiato il nome di MC da Mary a Jill, tornando poi a Mary in un altro passaggio.

(Libera traduzione di Elisabetta Gavetti da 6 easy editis to strenghten your final draft)

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