#MercoledìDeiSensi: Color di foglia – Luca Vellani

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Altro giorno. Non ne posso più di questa routine: aspettare l’autobus a quella maledetta fermata e arrivati alla stazione metropolita si scende negli inferi dove gente viene vomitata da quella bocca diabolica. Li vedi lì, con lo sguardo vuoto; sono come pesci spauriti. Giù nella metro “Altro giro altro regalo” sembra urlare il bip del tornello. Sono stanco di sentirmi una macchina. Da quanto non vedo qualcosa di diverso? Da quanto non mi emoziono per qualcosa di bello? Su questo vagone, perché con passi automatici sono già salito in carrozza, passo in rassegna ogni passeggero. C’è chi legge, chi guarda il cellulare, chi già dorme. A vederli sembrano tutti uguali. Occhi neri, marroni e blu si mescolano diventando tutt’uno. Sono stufo di vedere sempre le stesse persone: l’anziana che arranca con il suo carrellino della spesa, “Ma dove va a quest’ora cazzo?” mi chiedo; mi guarda sono seduto e lei in piedi. Ci fissiamo come in un duello western con gli occhi socchiusi. La voce metallica annuncia le fermate e sembrano i rintocchi della campana che suona il mezzogiorno. “Bellezza non te lo lascio questo posto” penso, ma i miei occhi sono attratti da altro. Non ci posso credere. Mai vista una ragazza così bella con quei capelli color rame e le lentiggini che come gocce di pioggia le fanno risaltare quegli occhi. Vede che la sto fissando e sembra non disturbarla, meglio non voglio perdermi un secondo di quei due fari verdi. Unica nota colorata tra il grigiore della monotona mattina metropolitana. Mi ricordano un prato di primavera. Li desidero, la voglio. “Ora mi stuzzichi” penso accennando un sorriso, probabilmente più simile a un ghigno. Lei ricambia, il suo volto si trasforma e gli occhi mi ipnotizzano così tanto da farmi alzare e cedere il posto a quella maledetta vecchia. Questo mezzogiorno di fuoco lo avrai pure vinto, ma io ho scoperto un vulcano pronto a travolgermi ed esplodere ad ogni sorriso e quegli occhi di foglia me lo rivelano.

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