#MercoledìDeiSensi: La vergine delle angustie – Andrea Mauri

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Portare in incognito una Madonna per le strade di Granada non era impresa facile. Carlos tirava quel pezzo di stoffa da un lembo all’altro, ma non riusciva a nasconderla del tutto alla vista dei curiosi. La statuetta, rubata dalla vicina parrocchia di San Tomás per desiderio della devota moglie Pilar, non era una riproduzione qualsiasi. Era quella della Vergine delle Angustie, una delle più venerate dalle donne andaluse. Donna Pilar desiderava tenere in casa la piccola statua, avere l’esclusiva su questa Madonna dai poteri miracolosi e pregarla giorno e notte nella sua stanza, come una di famiglia. Ma la Vergine delle Angustie era una delle più ingombranti. Verso il basso, il vestito bianco della Madonna si apriva a ventaglio fino a coprirne i piedi, allargando di molto lo spazio da celare. In alto, la corona era realizzata con mille raggi appuntiti, che rischiavano di bucare il cotone sottile del panno. Inoltre lo scintillio delle decorazioni dorate dell’abito e della corona, sotto il sole di luglio, avrebbero attirato l’attenzione dei passanti. Carlos aggiustava il panno come meglio poteva, durante il cammino. Il lavoro non era perfetto, ma la sua preoccupazione principale era che nessuno scorgesse il volto di quella Vergine. Un volto punteggiato di lacrime sulle guance, come piccoli brillanti, che sulle donne spagnole avevano l’effetto di un richiamo irresistibile. Era un angolo di Granada, quello, dove le processioni si susseguivano infinite, in ogni stagione dell’anno e a ogni ora del giorno. Il viale principale era pieno di negozi e c’era anche un mercato nello slargo in fondo. Se i negozianti si fossero accorti che quella mattina Carlos portasse con sé una Madonna a passeggio, tutti, ma proprio tutti, avrebbero lasciato le loro attività per seguire la Vergine in processione. Non importava se fosse una ricorrenza precisa. La Madonna era in strada e bisognava accompagnarla. Guai a lasciarla da sola.

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