#MercoledìDeiSensi: Miryll – Silva Zenati

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La donna si avvicina all’ampia finestra del salone. Fuori non e` piu` giorno e non e` ancora notte. Le e` sempre piaciuta questa ora. Questo momento cosi`, sospeso tra luce e buio. E` un attimo, riflesso nel vetro vede il volto di quella bambina che tentava di riscaldare le guance bianche dal freddo con le piccole mani guantate di lana. Amava quei guantini, li aveva fatti la mamma con la lana recuperata da vecchi maglioni cosi` come il cappello. Era stata ore a guardare le mani veloci della mamma che sapevano fare magie con un gomitolo. Ora stava li`, con il suo cappello ed i suoi guantini, a togliere la condensa dal vetro della finestra della sua cameretta per poter guardare il giorno che accoglieva la notte e ammirare gli intricati merletti dei rami del sambuco contro la palla arancione del sole che scendeva all’orizzonte, laggiu`. Appena giunta l’oscurita`, lo sapeva, sarebbe arrivato il suo amico gufo a poggiarsi sul ramo dell’albero, proprio di fronte a lei. L’avrebbe salutato << Ciao signor gufo!>>, come ogni sera e lui l’avrebbe fissata con quei grandi occhi gialli. Provava a fargli il verso, la bimba. Provava a spalancare gli occhi per farli diventare tondi e grandi come quelli del gufo e rideva scoprendo ogni volta di non riuscirci. Miryl sorride al ricordo di quella sera, sorride a quella bambina ancora inconsapevole che quello che sarebbe accaduto di li` a poco, o meglio, chi avrebbe visto di li a poco avrebbe cambiato tutto. Sorride, Miryll ricordando la strana sensazione che le davano gli occhi gialli del gufo. Le pareva che la fissassero con un’insistenza diversa dal solito. Ricorda bene che ebbe appena il tempo di percepire qualcosa di vago, come se fosse immersa nella boccia di vetro del pesce rosso e vedesse tutto intorno a se` ondeggiare lentamente. Poi, tutto ebbe inizio.

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