#NarrativoPresente: Figli d’Europa – Silvia Cristini

ES e autodafé

Cara Splendida Figlia,
hai ricevuto i miei libri? Spero siano di tuo gradimento, lo so che ti lamenterai per i due romanzi, ma su, un po’ di distrazione, non puoi sempre leggere biografie e saggi. Sono due bellissime romanticissime storie d’amore, vedrai che le apprezzerai.
Mi fa piacere che il tuo nuovo appartamento sia finalmente a posto. Anche se non approvo questa convivenza (sei persone insieme mi sembrano veramente troppe, se non altro da un punto di vista pratico) sono felice per te.
Noi stiamo bene, quest’anno l’inverno è particolarmente mite, ci sono già le prime gemme pronte a fiorire.
Tuo padre e tuo fratello stanno sempre a discutere su tutto e io sento sempre di più la tua mancanza. Non vedo l’ora che arrivi Pasqua per riabbracciarti.
A presto
mamma

Cara Mamma La Migliore Tra Tutte Le Mamme,
come stai? Qui tutto a posto, fa un po’ freddo e ieri ha nevicato parecchio.
Grazie per i libri che mi hai mandato. Ogni tanto scarico qualcosa da leggere in italiano da internet, da mesi parlo solo in inglese e fa uno strano effetto leggere nella mia lingua madre. E come dice la mia romantica mamma, il piacere della carta tra le mani è impagabile! Prometto che leggerò anche i romanzi rosa (sigh!).
Per il resto tutto bene… più o meno. Non sempre riesco a rassegnarmi alla lontananza. Quando mi succede guardo il mio estratto conto e mi tiro un po’ su! Scherzo, sai benissimo che non è solo questione di denaro, qui mi coccolano e mi viziano, mi fanno sentire utile e brava, tutto senza un briciolo di competizione. Ogni giorno quando mi alzo dal letto, credo di averlo solo sognato.
Se ripenso all’Italia, a chi ha rubato i miei posti da ricercatrice senza averne la qualifica, solo perché aveva conoscenze molto in alto.
Vabbé, scusa oggi sono un po’ negativa. Sarà questo tempo invernale che mi incupisce. Sapessi quanto mi mancano le mie colline e le passeggiate sulla spiaggia e la sabbia calda tra le dita.
Scusa, mamma, dovrei chiederti una cosa. So che quando sono partita mesi fa ti avevo promesso che ti avrei scritto almeno una volta a settimana e lo so che sembra proprio una scusa, già mi pare di sentirti: ‘Ma come, una settimana è fatta di 168 ore, possibile che non trovi venti minuti per scrivere alla tua mamma?’!
Ma sono occupatissima in questo periodo. In realtà al telefono o con Skype sarebbe tutto più semplice, no? E anche più bello sentire le nostre voci e guardarci, che ne dici?
Ti voglio bene
Robi

Bella di Mamma,
non se ne parla proprio! Ognuno ha la mamma che si merita e tu te ne sei beccata una che non ama parlare al telefono, figuriamoci al computer. E poi conosci meglio di me le virtù terapeutiche di una bella corrispondenza epistolare.
Non insistere e scrivi, scrivi, scrivi!
L’unica eccezione che ti posso concedere è una dilazione di tre giorni. Scrivimi ogni dieci giorni e non mi lamenterò.
E poi come potrei fare a meno della tua bella scrittura, delle tue effe svolazzanti, delle tue maiuscole da scolaretta.
Sai che cosa ho fatto ieri? Sono andata a prendere tutti i tuoi quaderni, dalla prima classe fino agli appunti dell’università. Ti ricordi quel tema di seconda elementare, dove raccontavi un pomeriggio sulla neve con tuo fratello? (A proposito Giorgio ha di nuovo perso il lavoro, ma tu lo saprai già, WhatsApp è più veloce delle poste italiane). E alla fine hai scritto ‘…com’era dura quella palla!’.
Non mi stancherò mai di sorridere rileggendo quella storia e tutte le altre bellissime che hai scritto.
Non bisogna mai smettere di viaggiare con la fantasia, soprattutto adesso, che lavori a questo progetto così faticoso, per distrarti un po’.
Oh, mi stavi dimenticando di chiedertelo: com’è finita con quella distrazione, capelli ricci altezza 1 e 80?
Comunque non mi piace quello che scrivi sui tuoi colleghi, capisco che per te sia dura tesoro, ma lo è anche per gli altri, siete tutti figli della stessa Madre.
A presto
mamma

Mammina Cara,
grazie per la dilazione, sapevo che con te non avrei ottenuto di meglio!!!
Domani ho il colloquio per le selezioni per l’ERC, sono stressatissima, tra pochi giorni ci sarà l’esito, incrociate tutti le dita per me!
Ho sentito papà al telefono, ha detto che ha il colesterolo un po’ alto, per favore mettilo a dieta e smettila di rimpinzarlo di scrippelle (oddio solo a pensarci mi sento male, le tue scrippelle…)
Una settimana fa sono andata a cena in un ristorante italiano, mi ci ha portato Alex (riccio, 1 e 80) pensando di farmi felice: una tristezza, lo sai come erano gli spaghetti alla Carbonara? Con la panna e il prezzemolo!!! Non ci potevo credere, mi veniva quasi da piangere.
Però non voglio parlare male di questo paese, certo per una buona forchetta italiana è dura, ma in realtà sto bene. C’è una natura selvaggia e bellissima e anche se mi mancano le nostre colline e il nostro mare, ci sono dei posti magnifici. Qualche volta nel week end io e Alex giriamo con le biciclette per boschi, brughiere e dune di sabbia. E quando meno te l’aspetti vieni sorpreso da distese d’acqua, ora alcune sono ghiacciate e si può anche pattinare.
Tutto è meraviglioso, ma allora, mamma, perché è così difficile stare lontana dal mio paesino di quattro case in mezzo ai vigneti? Perché piango di nostalgia, quando tutto intorno a me è migliore? Le persone sono rispettose, i ricercatori con cui lavoro non te lo mettono in quel posto alla prima occasione (hai voglia tu a dirmi di non parlare male dei colleghi italiani, ma te la ricordi quella zoccola della Boetti, quando lavoravo al Centro Linguistico universitario?).
I bambini, la famiglia, sono tenuti in enorme conto, e le madri! Per tutti sono una risorsa, delle eroine che assicurano il futuro al loro paese; in Italia la maternità è peggio della galera. Qui appena qualcuno vede una donna con un bambino nella fascia o nel passeggino, inizia una gara per aiutarla, le cedono il posto a sedere, nelle code, sui mezzi pubblici, la considerano con rispetto e ammirazione.
E le mamme stanno a casa tre anni stipendiate, finché il bimbo va a scuola, e il lavoro glielo garantiscono e quando tornano non è una battaglia, riprendono semplicemente a lavorare. E il loro stipendio è lo stesso del collega maschio, e la loro carriera va avanti, come quella del collega maschio!
Le prime volte mi sembrava raccontassero tutti un mucchio di panzane, poi ho capito che era vero. Ma allora si può fare, pensavo incredula, la Città Ideale esiste.
A proposito di correttezza, proprio in questo momento mi sono ricordata di una cosa che mi è successa prima di partire, quando andai in treno a trovare la mia amica Nadia in Liguria, te lo ricordi? Avevo preso un posto vicino al finestrino, l’impiegato allo sportello della stazione me lo chiese espressamente. Per cui quando salii sul treno e presi posto, feci caso solamente al numero e non precisamente alla posizione del sedile. A metà viaggio salì un tipo basso, muscoloso, con baffi e pizzetto curatissimi, camicia bianca e bretelle, borsa 24 ore e giornali di alta finanza sotto il braccio. Io stavo leggendo, come al solito, ma non potei non notarlo perché iniziò a sbraitare che il mio posto accanto al finestrino era suo. Io non vedevo l’ora di tornare alla mia biografia di Margherita Hack (lo sai che era vegetariana?) e poi in quel posto faceva anche un po’ freddo, l’aria condizionata in uscita mi dava proprio fastidio. Per cui gli cedetti il mio sedile senza alcun dispiacere, presentando anche le mie scuse, certa di essermi sbagliata. E invece no! Per curiosità dopo essere arrivata a destinazione, guardai il biglietto ed era proprio così, il posto vicino al finestrino era mio! Ma ti rendi conto della faccia tosta? Della mancanza di rispetto, dell’arroganza infinita di questo tizio? Si sarà allenato davanti allo specchio, avrà fatto dei corsi per imparare ad annientare e sopraffare gli altri impunemente? E io stupida che gliel’ho lasciato fare.
Qualche giorno fa sull’autobus anche a me hanno ceduto il posto, pensavano fossi incinta, invece ero solo un po’ infagottata. A volte fa davvero tanto freddo e devo mettermi quattro maglioni sotto il piumino!
No, mamma, lo so a cosa stai pensando… non sono ingrassata! Ho mandato a papà una foto mia e di Alex, puoi controllare!
Scommetto che ci sei andata subito, eh?
Allora hai visto che non dice bugie ‘la tua scrittrice’?
Un bacio grande grande a tutti
Robi
p.s.: e butta via i miei temi delle elementari.

Tesoro Mio,
ho ricevuto la bellissima notizia, e scusa se anticipo la mia lettera ma non potevo aspettare il decimo giorno.
Siamo tutti orgogliosissimi di te, tuo padre non sa più a chi raccontarlo, persino al sindaco, che alle ultime elezioni gli ha soffiato il posto.
Papà mi ha anche mostrato quello che hai scritto su facebook al nostro Ministro della Pubblica Istruzione. Non ti biasimo per quelle parole dure, ma ti prego solo di non rovinare uno dei momenti più belli e importanti della tua vita, questo solo conta adesso. Non ne vale la pena, arrabbiarsi per questi patetici politici italiani, non sanno neanche capire quando è il momento di stare zitti, non sanno pensare a quanto sia amara per voi ragazzi questa vittoria.
E se lo meritano proprio qualcuno che li rimette a posto e li bacchetta, come hai fatto tu.
Qualche giorno fa sono andata su internet (non ridere, non sono così preistorica come pensi tu), lo sai che digitando le parole ‘europa unita’ gli unici riferimenti che appaiono sono un Istituto Comprensivo e un Campeggio al mare? Questo la dice lunga.
Ti vogliamo bene
mamma
p.s.: non oserei mai buttarli via, soprattutto adesso che sei diventata famosa

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