#MercoledìDeiSensi: Il rumore del silenzio – Orsola Lejeune

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Camilla inciampò in quella situazione come si inciampa nei lacci delle scarpe… per caso.
Scese alla stazione di Bologna, dopo quello che era sembrato un lungo viaggio su un intercity.
L’aria condizionata era rotta e con il sole che batteva fuori, il calore rimbombava da una parete all’altra del treno, soffermandosi sui corpi sudati, assaltandoli da tutti i lati e non lasciando respiro.
Quando scese era in pessime condizioni, con i capelli che le si erano appiccicati alla fronte, la pelle bollente e i vestiti stropicciati.
I 32°C esterni le sembrarono aria fresca e cercò di darsi un contegno per poi accorgersi di quanto fosse inutile: aveva bisogno di una doccia.
Sbuffò e con passo deciso si avviò verso la sua meta con l’unico pensiero di buttarsi sotto uno scroscio di acqua fredda.
Camilla non capì mai come fece ad accorgersi di lui con la fretta e il nervoso che la dominavano, ma lo notò.
Lo notò da lontano e in mezzo alla folla come attratta da qualcosa che la stesse chiamando, come qualcosa che era lì, aspettando il suo arrivo.
Lui probabilmente ebbe la stessa sensazione perché si girò, cercandola tra tutte quelle persone e quando la trovò, fermò lo sguardo su di lei.
Camilla gli passò accanto, rimpiangendo già un incontro perso nella vita per la mancanza di coraggio da parte di entrambi.
Lui la stupì e fece un passo per bloccarle il passaggio.
Sorrise al suo sguardo sbigottito e fece dei cenni.
Cosa vuole? Camilla era stupita dalla gestualità di quel ragazzo e pensò a un qualche tipo di follia. Quell’attrazione che aveva sentito l’aveva tradita e attratta verso un pazzo. Sentì la delusione che la invadeva e cercò di nuovo di sorpassarlo, ma lui, percependo le sue intenzioni, alzò velocemente i palmi delle mani rivolti verso di lei: Aspetta! Aspetta!
Camilla si stava innervosendo e lo guardò male: “Cosa vuoi?”
Lui tirò velocemente fuori il cellulare, digitò pochi caratteri e poi glielo porse perché leggesse ciò che aveva scritto:
“Aspetta! Sono sordo.”

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