#MercoledìDeiSensi: La fonte – Massimo Acciai Baggiani

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La stranissima malattia di cui soffrii per diciannove giorni, che mi portò quasi alla follia, non trova spiegazioni scientifiche né molti precedenti documentati. Qualcuno degli amici che mi hanno assistito in quei giorni d’inferno ha azzardato un’ipotesi astrusa, basata su un’innata sensibilità di certi individui che portano nel DNA strane mutazioni. È pur vero che in questi casi ci si aggrappa anche agli asini volanti pur di non ammettere l’abisso di ignoranza in cui siamo sospesi ancora oggi alle doglie del duemila; tuttavia non val la pena di farne cenno in questo scritto. Mi limiterò a riportare soltanto i fatti che ho vissuto in prima persona.
Sono sempre stato attratto dallo studio delle lingue, tanto da farne una professione. Mi mantengo all’università traducendo dall’inglese, spagnolo, rumeno ed altre lingue romanze, occasionalmente dal latino e greco antico per qualche piccola casa editrice; il compenso che ne ricevo mi basta per dividere un modesto appartamento nel centro di Roma con due amici e colleghi di studio.
All’epoca dei fatti avevo già trascorso tre inverni in quella città dal passato glorioso, senza troppa nostalgia per le nevicate abbonanti del Nebraska. Ricordo con precisione come e quando la cosa cominciò, durante una cena a casa con i miei coinquilini. La primavera aveva esordito con uno dei temporali più violenti di quell’anno; le strade erano allagate e spazzate da un vento burrascoso, tanto da farci temere per la nostra cantina piena di libri e appunti rilegati di vecchi esami. David aveva cucinato anche per noi una specialità del suo paese: non era una ricorrenza particolare ma per una volta ci eravamo messi d’accordo per evadere dai soliti surgelati.
Sarah stava parlando di non so quale ricerca filologica quando all’improvviso sentii come un fischio doloroso all’orecchio destro, sempre più forte, poi più fievole fino a scomparire del tutto.
– Non ti senti bene? – Mi domandò Sarah notando la mia smorfia di dolore.
– Niente, è passato. – La rassicurai.

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