#MercoledìDeiSensi: Silenzio – Salvatore Barbaro

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Frederic era seduto sul bel divano di pelle di casa sua: soffice, comodo, confortevole. Guardava fuori il bellissimo sole che illuminava tutt’intorno: case, fiori, piante, animali, persone, mondo. Pensava a tutta la sua vita passata ad ascoltare gli altri: i problemi di persone che avevano bisogno di una mano, un sostegno, un aiuto.
Era un famoso psicologo Frederic, rispettato, amato, conosciuto, un uomo tutto d’un pezzo, di quelli tosti, che nella vita s’era costruito tutto da solo, con le sue mani, con la sua testa e con la sua volontà. Il fumo della pipa faceva da cornice a innumerevoli pensieri; ogni tanto dava una profonda boccata, aspirava l’ottimo tabacco e ne gustava il profumo, lieve, soffice, aromatico. Poi tutto d’un tratto il telefono iniziò a squillare, una, due, tre volte. Frederic immobile restò a guardare la bellissima scena che accadeva nel suo giardino: un germano reale, bello, giovane, aitante, s’era posato sul manto d’erba verde con una leggiadria e calma inconfondibili. Lo psicologo guardò l’uccello, che fermo se ne stava lì ad osservare, studiare, procacciare. Il telefono intanto squillava ancora incessantemente e Frederic sempre seduto, sempre a guardare fuori, sempre a fumare. Osservava, ma lo psicologo non sentiva niente; gli avevano diagnosticato una sordità permanente, improvvisa e lui, da testardo com’era, s’era rifiutato di mettere l’apparecchio acustico: “Dottore ho passato una vita ad ascoltare gli altri, a sentirne di cotte e di crude, a sentire lamentele, gioie, dolori, complimenti, cattiverie, parole d’amore ed insulti. Se qualcuno ha voluto far cessare tutto ciò, perché contraddirlo? Lo pendo come un segno divino, un regalo, una manna dal cielo. Da oggi in poi guarderò, osserverò senza sentire più niente, più nessuno!”.
Lo psicologo sedeva lì, sempre sul divano, gambe incrociate, pipa nella mano destra, finestra spalancata: il germano reale apriva la bocca, lentamente e guardava Frederic; l’uomo sorrideva, ma non poteva sentire le urla di dolore dell’animale.

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