#MercoledìDeiSensi: Il mare dentro – Tonia Gambardella

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Quella mattina c’era più traffico del solito; anche stavolta Laura avrebbe fatto tardi in ufficio. Il suo cellulare continuava a squillare: prima un messaggio di sua figlia che le ricordava di portarle la borsa della palestra fuori scuola – sai, dopo c’è la festa di Viola; poi uno di sua madre che voleva il numero dell’ortopedico per il suo mal di schiena, e concludeva col solito – manchi da casa da più di una settimana!
Le auto erano ferme mentre i clacson urlavano la fretta di ogni autista di uscire da quell’ingorgo.
Laura osservava stranita e sentiva solo un fastidioso rumore: quella mattina si sentiva inquieta, un’insidia latente galleggiava nei suoi pensieri. Di nuovo il cellulare la fece sobbalzare. Era suo marito che l’avvertiva di un’improvvisa cena di lavoro – tanto non avevamo altri impegni, vero?
Tutto di lei era dato per scontato: perché? Perché Laura non mandava mai messaggi, non faceva tardi, non dimenticava nulla, faceva la spesa ogni venerdì e andava dai suoi genitori ogni sabato.
In quel turbinio di riflessioni l’insidia oscura diventò palese. Laura si era persa! La sua vita si era annullata nelle vite e negli egoismi della sua famiglia. Tutto a un tratto si sentì soffocare e sentì forte il desiderio di allontanarsi da tutto. Prese la prima uscita e andò in direzione del mare.
Parcheggiò un po’ distante in modo da fare un bel tratto a piedi: la brezza marina le sconvolse i capelli, come quando era bambina. Il mare la placava e la sabbia attutiva ogni rumore. Si sedette: forse doveva tornare in ufficio. Stava per alzarsi quando decise di chiamare suo marito. Voleva sentirlo e ascoltare la sua voce che le diceva che era tutto a posto. Ma c’era la segreteria telefonica: per lei non c’era mai! Sconvolta e piena di rabbia allora gli lasciò un messaggio – Mi sono persa! Stasera non torno.
Subito il telefono prese a squillare. Laura rise, spense il telefono, alzò il cappello della felpa e in silenzio si mise ad ascoltare la voce del mare.

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