#MercoledìDeiSensi: …E tu splendi – Orsola Lejeune

5-senses-main-fotoEra tiepida, quasi viva. Morbida come velluto, se la avvicinava al naso poteva sentirne il profumo dolce e fruttato.
Infanzia.
Camilla era in mezzo al campo e si stava rigirando una pesca tra le mani. Aveva chiuso gli occhi, per permettersi di ricordare le stesse sensazioni di purezza dell’infanzia.
“Noooo basta!” Questa era sua mamma che discuteva con la nonna.
“Le fa male è troppo piccola!”
“Un po’ di vino non ha mai fatto male a nessuno.”
Camilla era andata a cogliere la pesca dall’albero, arrampicandosi come una scimmietta. Sua nonna gliela preparava sempre per merenda, con il vino e lo zucchero. Era una vecchia usanza che sua madre accettava poco volentieri, Camilla ne era estasiata.
Guardò l’aia della grande casa semi abbandonata, dalle grandi pietre spuntavano erbacce ovunque, negli angoli si erano accatastate le foglie.
Camilla si avvicinò all’albero davanti all’entrata di casa, sul quale si arrampicava e fra le cui fronde si nascondeva quando era piccola. Quante ore ci aveva passato su quell’albero. Poteva sentire la ruvidezza della corteccia sotto le mani, le fronde respirare e l’albero che la accoglieva e la proteggeva.
C’era un’incisione su un ramo in alto, la conosceva molto bene, era stata lei a farla: “…e tu splendi” era una cosa che soleva dirle suo nonno fin da piccola, era una citazione dalle Lettere luterane di Pasolini.
Non l’aveva mai capita, ma suo nonno gliela aveva regalata e Camilla la serbava come un segreto prezioso, era sua.
Solo quando crebbe, capì il vero valore di quelle parole e capì di aver fatto davvero bene a impossessarsene.
Cercò di salire sui rami più bassi per poter arrivare a sfiorare quelle parole rimaste eterne nella corteccia del suo albero. I rami si piegavano più di quanto si ricordasse e la salita fu difficile ma ce la fece.
“E tu splendi…”
Quell’albero non sarebbe più stato suo, quella casa a cui erano legati tutti i ricordi d’infanzia sarebbe stata venduta, era diventato troppo oneroso per la famiglia mantenerla.
L’avrebbero trovata quell’incisione? Si sarebbero impossessati anche delle sue parole?

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