#MercoledìDeiSensi: La fine – Giorgia Bianchin

5-senses-main-fotoNon è importante come si inizia, ma sempre come si finisce.
Mi chiedo cosa ci sto a fare qui, dopo tutti questi anni. Mi ripeto che è il momento giusto di arrestare un’emorragia che dura da troppo tempo. Devo solo digerire tutta questa vita che a bocconi grossi si è messa tra me e te.
Comincia a piovere mentre ti aspetto in questa piazza vuota, potrebbero esserci spettatori e figuranti, ma non mi accorgerei di nulla, nemmeno se fossi in mezzo ad una folla. Tremo ed i brividi sono come scariche elettriche incontrollate. È tutto immobile, niente si sposta intorno, solo i tuoi occhi agitati corrono da una parte all’altra e si agganciano ai miei. Stai già rubando il mio amore a tutto il resto, in questa notte di pioggia fredda dove il vento si attorciglia a noi. Scivolano le gocce dai miei capelli e muoiono sulle mie braccia. La tua mano leggera asciuga ogni lacrima che scorre lenta sul mio corpo e passi le tue dita sul mio volto come se non mi vedessi, come se fossi cieco, come se a toccarmi diventassi più vera. Vorrei parlarti eppure non ci riesco, è tutto bloccato, interrotto, sospeso tra lo stomaco ed il cuore.
Sapevo che saresti arrivato insieme alla pioggia in un giorno qualunque, mentre io, aspettandoti, ho vissuto tutta la vita in modalità sopravvivenza. Mi prendi sottobraccio e mi trascini al riparo di un portico, lontano dai lampioni e dal rumore insistente di quello che è diventato un temporale. Come se fossimo esausti e forse lo siamo, ci accasciamo sulle ginocchia su un pavimento gelido e bagnato, a chiederci perdono o a invocare pietà. Non ci siamo ancora detti niente eppure i nostri palmi si toccano, le nostre fedi si scontrano come a volerci ricordare chi siamo. “Fammi vedere quanto sei felice” ti urlo addosso, ma le tue braccia sono più veloci e come se non fosse passato un giorno siamo di nuovo io e te, ma con vent’anni in più, iniettati di sangue e battito, di rabbia e desiderio, di tormento e paura perché non ha importanza l’inizio, ma sempre e solo la fine.

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