#MercoledìDeiSensi: La Premonizione dei Sentimenti – Fabio Giovanni Varengo

5-senses-main-fotoL’eco del silenzio portava con se sempre un tonfo come un frastuono che il nostro corpo difficilmente riesce ad interpretare immediatamente; di questo ne erano pienamente convinto tanto che avevo col tempo cercato di anticiparlo, sapendo spesso con un scarto infinitesimale il momento di cambiare aria, luogo o solamente sentiero, uscendo da situazioni complicate al momento giusto . Ma con Giulia questo non era accaduto; anche se l’eco prima e il previsto tonfo poi li avevo percepiti ma non li avevo voluti vedere; invece in quel mattino del 1983 quando i fiori di ciliegio già imponevano la loro discreta presenza tutto intorno a me il mio mondo si sgretolò.
Non mi sarei aspettato una deriva nel nostro rapporto tanto dolorosa e imprevedibile;eppure mi ritrovai senza alcuna ragione apparente sul marciapiede della nostra casa di Saint Michel con pochi bagagli e la pretesa di avere forse delle risposte a delle domande non previste,almeno non fino a quel momento storico. Non fuggivo dagli errori fatti,solo non capivo,forse solo perché non ascoltavo. Per me era sempre stato così; agivo semplicemente d’impulso, senza badare alle conseguenze o percependo solo quello che volevo più fortemente,dimenticandomi per intero pezzi di discorsi che ritenevo inutili e forvianti al mio esistere. Con Giulia era stato un normale disguido, come quando si perde un treno per una manciata di secondi o ancora si prende una porta girevole differente dal solito che ti fa vedere gli effetti delle tue scelte; ecco proprio così mi sentivo vittima e non carnefice di un errore microscopico che però almeno per Giulia rappresentava la differenza tra l’essere e l’esistere. Avevo imbrogliato; qualcuno direbbe mentito, in realtà per dare all’amore un enfasi ancora maggiore;forse ma non ero poi così convinto; più che altro l’avevo fatto per primeggiare ai suoi occhi, perché mi potesse vedere in un modo totalmente diverso di quello ridicolo,magro e poco altro che si era approcciato alla sua vita in punta di piedi. Sì, l’avevo fatto per lei ; per quel senso di utilità che ti consente di vedere la tua vita in un’altra apparente e distante prospettiva e che forse il solo inutile silenzio aveva trasformato in mera idiozia.
Mi guardi intorno, la vecchietta dell’ultimo piano quasi sorrideva che io fossi lì; con quel tono di assoluto sprezzo per i miei sentimenti più profondi si prendeva gioco di me .
Ero a pezzi, ma per dire la verità me l’ero cercata io. Avevo deluso Giulia . Eppure dovevo reagire e riprendere in mano la mia vita. Presi da terra le mie poche cose, i ricordi di una vita con Giulia, e mi diressi verso il bar della stazione. Non sapevo ancora cosa avrei fatto, sarei partito?come avrei potuto tornare da Giulia dopo quello che avevo fatto. Decisi di non tornare per quella strada che per molte primavere aveva rappresentato il naturale approdo per un marinaio come ero stato io. Oggi avrei dovuto riiniziare una nuova strada,l’ennesima che in molti lustri era stata la mia unica e sola casa.Circondato dal mio solo corpo mi sarei ancora una volta nascosto agli occhi del mondo, disperando e tremando per il domani, quel domani che i miei occhi non potevano scrutare ma solo cercare nell’oscurità color pece.

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