#MercoledìDeiSensi: Tatto – Emilia Cipolla

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C’erano. E scorrevano, toccavano, digitavano, sollevavano, scattavano, apparecchiavano, costruivano e distruggevano nervosamente castelli di sabbia e torri di carta. Erano li’, presenti. Eppur lontane, lontane, nei ricordi. Erano le mani grandi, le tue, nonno adorato, di cui non ricordo più il volto, nitidamente, perciò cerco la tua espressione nelle foto. Ma le mani tue grandi e dure, che sapevano di terra, di guerra e di lavoro. Forti e gentili, come siamo noi gente d’Abruzzo. C’erano e ci sono, sempre, quando guardo le mie, così diverse, delicate e leggere, che scorrono album antichi ormai, toccano mobili che furono tuoi, digitano sul cellulare come tu digitavi sulla macchina da scrivere o battevi in cassa al negozio che fu la tua vita. Le mie mani lievi che fotografano il mondo come facevi tu e sollevano pesi esteriori, mentre castelli e torri di ricordi e fantasia costruisce oggi la mente mia.

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