#MercoledìDeiSensi: Il matrimonio – Luca Vellani

5-senses-main-fotoQuanto odio il profumo di questi fiori. Sanno proprio di cancrena. Mi ricordano il cimitero. Sono belle queste rose, non fraintendetemi, però hanno quell’odore, di rosa appunto, che mi nausea. Forse non dovrei pensarci, ma l’aroma mi invade le narici proprio come ha invasa questa chiesa. Perché non riesco a pensare ad altro che a questi maledetti fiori? Dovrei pensare che tra poco mi sposerò con la donna della mia vita. Mancano pochi minuti e la folla correrà in chiesa accaparrandosi i posti migliori e urlando: “Arriva, arriva”. Partirà la musica e calerà il silenzio mentre la sua figura farà capolino da quel portone in mogano. Sono rigido e sto sudando come se fosse il quindici di agosto. Odio avere tutti gli occhi puntati e dover sorridere a tutti gli invitati che mi vengono in contro e mi salutano; gli uomini mi stringono la mano e con lo sguardo mi fanno forza, le donne invece, fasciati in vestiti che forse vent’anni prima potevano stargli bene, si congratuleranno con sguardo amorevole. Ogni persona con il suo profumo di alcool; tutti uguali tutti sudati ed emozionati, ma quello che è legittimato ad esserlo sono io.
Non riesco a stare fermo e cerco di scaricare un po’ la tensione passeggiando lungo la navata. Questi maledetti fiori mi fanno venire il mal di testa e perché Sara ci mette così tanto ad arrivare? Non sarà puntuale neanche al suo funerale. Le mie scarpe risuonano sul marmo lucido e levigato, ora sono qui con i miei genitori. Non una parola, solo sguardi intensi e cenni. Loro sanno già tutto. Anche quello che non io non conosco ancora. Come appena dopo un attentato improvvisamente ci furono urla e un fuggi fuggi generale. Sara era arrivata. Sono pronto per il patibolo

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