#NarrativoPresente: Sei amici – Valentina Ciardini

ES e autodafé11 maggio 2016.
Livia spense il televisore con il cuore che le scoppiava dentro al petto. All’improvviso come una forte ventata d’aria fresca nei polmoni durante una giornata afosa, si sentiva come se avesse una pallina da ping-pong che le rimbalzava su e giù per lo stomaco, non riusciva né a togliersi quel sorriso da bambina sulla faccia, né a smettere di piangere. Un messaggio la fece sobbalzare dalla sedia: “amore mio ci sposiamo!!!!”. E subito dopo un altro “anzi… ci uniamo civilmente! Ahahhaha”. Ma di tutte queste stupide sottigliezze e precisazioni non te importa un cavolo quando sei innamorato, e Livia amava la sua Margherita. Quest’ultima notizia del TG le assicurava che da quel giorno il loro amore poteva essere legalmente riconosciuto in Italia. Avrebbe voluto urlarlo al mondo intero! Afferrò il telefono e compose il numero di casa dei suoi genitori.
“Pronto?”
“Mamma!! Mi sposo!”
“Oddio Livia che bello! Ma… intendi dire che è stata approvata la legge?”
“Si mamma certo, ma hai capito quello che ho detto? MI S-P-O-S-O!”
“Si amore mio sono felicissima ma al momento sono molto impegnata.. Ti prometto che domani pomeriggio ne parliamo con calma, ti porto a vedere delle scarpe! Ti va?”
“Si perfetto! Però dopo le 17 che prima..”
“Oh no Livia ancora con queste storie di magia alla tua età?”
A Livia scoppiò una risata “Non cambierò mai! Mi passi Giova?”
“Si ti vuole anche lui.. aspetta. Salutami Margherita! Un bacio.”
Giovanni era per Livia un fratello, un amico, un esempio da seguire, sapeva che lui l’avrebbe sempre sostenuta. “Livia!! Ho appena spento la TV! Hai sentito?”
“Secondo te non l’ho sentito? Domani alle 15 non prendere impegni, mi devi accompagnare da una cartomante, ma stavolta non è come le altre, dice che ti legga davvero dentro! Il problema è che pare faccia sedute solo in gruppi di 4 o più e quindi..”
“Liv sei sempre la solita! Accetto solo perché ti sposi eh… posso chiamare Federico?”
“Si si, almeno facciamo numero, io chiamo Marta! A domani.”
“Ti voglio bene, e auguri eh!”12 maggio 2016.

Un portone antico, in legno, su cui montavano rampicanti in fiore. Una scritta affissa accanto ad esso “Chi entra non ha segreti per me, io sono l’occhio che vede la tua anima, io sono lo specchio che la rifletterà”. Davanti al portone due coppie. Marta e Leonardo, i due migliori amici di Livia ai tempi del liceo, si erano innamorati e sposati da qualche anno, avevano una figlia che amavano moltissimo e soltanto tre giorni prima avevano scoperto che Marta era nuovamente incinta. Federico e Manuela invece si erano fidanzati giovanissimi, ma ancora di matrimonio non si parlava; lui era cresciuto con Giovanni, si conoscevano alla perfezione, sapevano tutto l’uno dell’altro tranne che in fatto di donne, su questo erano sempre stati riservati.
Saluti, abbracci di chi non si vede da qualche tempo, quattro chiacchiere ed infine ecco che arriva la festeggiata accompagnata dall’inseparabile fratello. Felici, sereni, eccoli là: sei amici che si conoscono da una vita pronti a farsi leggere la mente da una cartomante. Cosa mai potrebbe andare storto?
“Io ve lo dico, questa è solo l’ennesima fanfarona.”
“Leo te l’ho detto: se sei venuto per fare il bastiancontrario come al tuo solito potevi tranquillamente rimanere a casa a tenere Eleonora.”
“Se fossi rimasto a casa stasera mi avresti lasciato senza cena!” A tutti scappò un sorriso, i due coniugi amavano punzecchiarsi continuamente, ma sarebbero stati persi l’uno senza l’altro.
“Dai ragazzi, vi prego”, esordì Giovanni, “lo so che queste cose non vi piacciono, ma c’è una festeggiata qui, e sono sicuro che sarà un’esperienza interessante! Oppure avete solo paura che vengano rivelati fatti scomodi?”
“Ma cosa c’entra, Giova!?” Replicò Federico. “È solo che io sono molto scettico per queste cose.”
Alla fine Manuela si decise : “Secondo me invece ci divertiremo! Basta discorsi. Entriamo!”
La casa della maga era vecchia e polverosa, ricolma di strani oggettini luccicanti, ovunque l’aria era pervasa di uno strano odore di sciroppo alla menta. La stanza in cui si trovavano era circolare, due finestre ornate di pesanti tende di velluto rosso davano sul giardino, al centro un grande tavolo rotondo in legno.
“Benvenuti!” Una voce calda dietro di loro li fece trasalire. “Sono Valentina, se sarete così gentili da unirvi a me a questa tavola, io e le mie carte soddisferemo le vostre richieste.”
Leonardo rise sotto i baffi, Marta gli lanciò un’occhiataccia, poi tutti si accomodarono. La maga era una signora di mezza età indubbiamente sovrappeso, i capelli raccolti, il sorriso sincero, gli occhi attenti e vigili che non lasciavano intravedere alcun pensiero.
“Allora miei cari, chi di voi è Livia?”
“Oddio! Come fa a sapere il suo nome?”
“Manu, io e la signora ci siamo parlate ieri per telefono..”
Federico lanciò a Manuela uno sguardo gelido di rimprovero e lei si sentì come una perfetta idiota, aveva sempre paura di non essere all’altezza della situazione, a volte temeva che lui si vergognasse addirittura di lei. Ma di fronte ai suoi amici non poteva mostrare questa sua debolezza, solo uno dei presenti conosceva davvero le sue insicurezze e si accorse del suo umore.
“Cara Livia, tu adesso sceglierai sei carte e le porrai davanti a me, loro ci riveleranno la verità e io la interpreterò per voi”. E dicendo queste parole Valentina pose sul tavolo trenta grosse carte dal retro viola scuro e Livia ne scelse sei.
“Adesso poni alle carte una domanda.”
“Che genere di domanda?”
“Tutto quello che desideri sapere.”
“Ok… sto per fare un passo molto importante che mi rende davvero felice. Vorrei sapere se lo sono anche coloro che amo: coloro che sono seduti qui al mio fianco.”
Giovanni le sorrise e le strinse la mano. “Livia, noi siamo felici per te!”
“No Giova, quello che vorrei che mi dicessero le carte è se VOI nelle vostre vite siete felici.”
La maga girò le carte. La prima raffigurava una scintilla, la seconda una scala, la terza una donna bellissima, la quarta un corvo, la quinta un mare in tempesta, la sesta due rose bianche.
“Molto, molto interessante!” Esclamò la maga nel silenzio e tra la confusione di tutti. ”La scintilla rappresenta un’opportunità o un’idea fortunata, la scala simboleggia un impegno importante, la donna rappresenta un amore per una donna misteriosa che qualcuno a questo tavolo tiene segreto da tempo; il corvo purtroppo non svela niente di buono, c’è un amore che sta svilendo, anche il mare in tempesta mi preoccupa perché nasconde una violenta lite in arrivo. Infine le rose bianche simboleggiano una forte amicizia tra due persone. Procediamo per ordine.”
“Oh beh credo che la scintilla sia per il lavoro di Giova!” Sorrise Manuela.
“Di che lavoro parli?” Chiese infastidito Federico, incredulo di come il suo migliore amico potesse averlo tenuto allo scuro di qualcosa che aveva invece rivelato alla sua fidanzata.
“Giovanni” Livia disse sbalordita “non hai detto nulla neanche a me!”
“Calma ragazzi, ve lo avrei detto a breve!” Si giustificò Giovanni. “Mi hanno chiamato per un incarico a Roma, come cameraman. Ricordate il corto che ho girato con Diego in Settembre? L’ho inviato a un paio di persone che lavorano nell’ambiente e ci hanno detto che lavoreremo per una rete locale ma è comunque sia in una città come Roma! E si sa… da cosa può nascere cosa..”
“Va bene, potevi dircelo prima, eh.”
“Dai Fede, che cafone che sei! Bravo fratellone! Ho sempre creduto in te!” Livia lo abbracciò e gli diede un bacio, poi tutti si congratularono calorosamente.
“E bravo Giova.” Sorrise Leonardo, “così ci ospiti nella capitale!”
“Calmate gli animi, non sono proprio sicura che la carta si riferisca a Giovanni.” Disse la maga. “Sembra piuttosto indicare una situazione di coppia, ma potrei sbagliarmi..”
“Io non credo proprio.” Concluse Marta, “insomma, niente che mi venga in mente a riguardo.”
“Capisco. Passiamo alla scala, questa chiaramente indica il futuro di Livia, un cammino impegnativo e importante, ne sei consapevole cara?”
“Certo” rispose questa sicura “mi sto per sposare!”
“Intende dire che si unisce civilmente.”
“Che bisogno c’è di dire così Manuela?” Chiese Federico “l’amore è amore.”
“Calmati Fede, era tanto per dire, Livia lo sa che noi la appoggiamo.”
“Si ma così la fai sentire a disagio.”
“Come se tu non lo facessi mai con le persone.” Replicò Manuela sottovoce.
“Tranquilli, ho capito.” Li rassicurò Livia.
“Bene! Adesso passiamo alla donna del mistero, carta molto interessante.”
“Cara maga, questa è sicuramente di quel Don Giovanni seduto là!” Leonardo indicò Giovanni, ma quello subito negò, spiegando alla maga che usciva da una recente storia complicata e che per un po’ di donne non ne voleva davvero sapere. Incredibilmente la maga affermò di sapere esattamente a chi si riferisse quella carta ma non aveva intenzione di essere lei a svelarlo. Leonardo ripensò al suo scetticismo iniziale.
“Magari invece è connessa alla carta del corvo e all’amore che sta svilendo, no?” Disse Manuela acidamente.
“Mi stai incolpando forse?”
“Fede non la prendere sul personale.” Disse Marta, “ma non vedo altre alternative dato che Giovanni è l’unico single!”
Nella stanza calò un silenzio tombale.
“Non vorrei dirlo,” cercò di smorzare la tensione Leonardo “ma ci sono tre possibili fedifraghi.”
“Hai voglia di scherzare?” Lo rimproverò la moglie.
“Io ripeto che Giovanni non ce la racconta giusta.”
“Fede, magari tu dici così perché hai qualcosa da nascondere, no?”
“Giovanni! Ma che problemi hai con me oggi?”
Manuela vide che la situazione stava chiaramente degenerando. Non avrebbe mai voluto vedere i due migliori amici litigare così per una frase provocatoria lanciata da lei stessa. Alla fine le sue gelosie verso Federico potevano essere infondate, no? E anche lei, non aveva niente da nascondere, giusto?
“Fede, calmati dai..”
“E tu smettila di difenderlo, Manuela! Non è che piuttosto avete voi due qualcosa da nascondere? Piccioncini che si raccontano le cose in segretuccio?!”
“Fede ma dai, non sta né in cielo né in terra questa tua accusa.” Concluse Livia “Magari la carta dell’amicizia e delle rose si riferisce proprio a loro due!”
“E tu non ti impicciare!” Reagì nervosamente Federico. “Anzi, secondo me la carta della ragazza misteriosa riguarda proprio te. Tanto si sa come funziona tra voi..”
“Tra noi chi?!”
Poi, il silenzio. Tutti pietrificati ad osservare lo sguardo sgranato ed offeso di Livia, in attesa che lei dicesse qualcos’altro, quasi fosse stato compito suo chiarire il malinteso. Infine, delusa dal mutismo comune, si decise a riprendere parola:
“Scusami Federico. Credi il mondo dei gay sia un mondo di orge e tradimenti? Che se stai con una persona del tuo stesso sesso non avete il dovere e il diritto di esservi fedeli a vicenda?”
“Livia, calmati” parlò la maga. “Probabilmente hai frainteso.”
“Si ma vorrei sentirlo dalle loro bocche.”
“Livia, lo sai.” Rispose Giovanni. “Io voglio solo che tu sia felice”
“E quindi? Mi dovete dire qualcosa riguardo Margherita? Mi sto preoccupando sinceramente.”
“Ma no, ma no!” disse Leonardo “tuo fratello forse vuole soltanto dirti che… che vorrebbe che tu facessi la scelta giusta, non affrettata ecco. Alla fine state insieme solo da due anni.”
“Aspetta. Il problema è la scelta affrettata o il fatto che siamo due donne? Se siamo tanto amici ditemelo chiaramente.”
“No, no Livia calma, mi dispiace di averti parlato così.” Si scusò Federico “è solo che ieri io e Manu abbiamo incontrato i tuoi genitori e anche loro dicevano che…”
Livia lo interruppe subito: “Cosa c’entrano i miei?” Poi fissò suo fratello negli occhi.
“Liv, loro ti hanno sempre accettata, lo sai.”
“Accettata? Ma sono la loro figlia! Sangue del loro sangue cazzo, che c’è da accettare? Ma che vi succede ragazzi? Fino a ieri sembravate tutti entusiasti!”
Giovanni si sentiva impotente ed in colpa con se stesso. Non riusciva a spiegarsi il perché non trovasse nulla da dire. Come poteva mancargli il coraggio di difendere la sorella? Cos’è che lo frenava dal vedere una coppia omosessuale esattamente identica ad una etero?
Finalmente Marta parlò per lui: “Livia, ti conosco da quando avevamo 13 anni. Hai il dovere di sapere come stanno le cose. Noi lo sappiamo che vi amate, ed anche i tuoi lo sanno. Margherita è una ragazza stupenda e insieme siete davvero coraggiose a sfidare i pregiudizi di tutti. Noi però siamo la tua famiglia , abbiamo il dovere di essere onesti nei vostri confronti: credo di parlare a nome di tutti quando dico che abbiamo qualche timore riguardo al modo in cui la società guarderebbe questa vostra unione.”
Gli occhi di Livia erano diventati rossi e gonfi. Fino al giorno prima tutti erano felici per lei. Persino suo padre! Suo padre che aveva da subito preso positivamente la notizia, sua madre che voleva addirittura portarla a comprare le scarpe, i suoi amici che l’avevano accompagnata fino laggiù per festeggiare!
Poi un dubbio: già, per festeggiare. Per festeggiare infatti l’avevano accompagnata per la prima volta in una di queste avventure di cartomanzia delle quali non avevano mai voluto sentir parlare prima. Per festeggiare, o per dissuaderla? E poi sua madre. Sua madre al telefono le aveva detto che voleva parlarle senza mostrare un grande interesse per la notizia del matrimonio. Suo fratello taceva. Taceva! Si erano sempre sostenuti a vicenda! Come poteva adesso..
Alla fine scoppiò: “Come avete potuto fingere così?”
“Livia ma di cosa parli?”
“Giudicate il mio matrimonio e non vi rendete conto che siete patetici! Invece a voi? Cos’è che vi tiene ancora uniti? Un figlio? L’abitudine? Il fatto che un legame etero è più normale? Parlate Santo Cielo!”
Tutti rimanevano in silenzio. Solo Marta tentò di dire qualcosa, ma quel qualcosa non calmò davvero la giovane promessa sposa. Loro erano gli affetti più cari di Livia, non volevano che lei soffrisse, non volevano che la società la giudicasse, non volevano che intraprendesse un cammino fin troppo arduo. La legge era appena stata approvata dopotutto.. Tuttavia neanche loro sapevano dare una spiegazione razionale ai timori che questa futura unione suscitava, eppure qualcosa li suggeriva che potesse essere in un qualche modo sbagliata o pericolosa.
“Sapete che vi dico? Mi avete delusa e stancata! Fatemi un favore: se qualcuno di voi ha qualche obiezione a questa unione taccia per sempre e non si presenti al matrimonio.”
Infuriata come mai prima d’ora Livia prese la via della porta. Non si era mai sentita così prima d’ora. Come poteva l’unica cosa che la facesse essere veramente felice rendere così dubbiosi i suoi amici?
“Ah, un’ultima cosa: Marta, invece di dubitare di me, chiedi un po’ a tuo marito chi era quella bionda con cui l’ho visto ieri, magari quella carta di merda riguarda lui.”
Detto ciò Livia sparì, rincorsa del fratello sconvolto dal dispiacere.
“Allora!?”
“Marta ti giuro che non è come credi.” Rispose Leonardo quasi ridacchiando.
“Ma che cazzo di atteggiamento è questo!? Parla!!”
“Suvvia! Ma ti pare…”
“Beh! La gente non si inventa di vedere il suo migliore amico che tradisce la moglie!”
“Era un’amica, Marta.”
“Si. Un’amica.” Marta si alzò e stampò uno schiaffo a piena mano sul viso di suo marito. Il botto risuonò in tutta la stanza.
Manuela provò a dire qualcosa: “Marta ma…”
“Zitta! Mi pare che tu abbia già fatto abbastanza oggi.” Poi rivolgendosi a Leonardo: “Sei un padre. Non ti fai schifo da solo?”
Quando Marta usci sbatté la porta talmente forte che per poco non la ruppe. In seguito Leonardo, con la tranquillità che lo contraddistingueva e che lo rendeva così speciale agli occhi di lei, spiegò che la sua amata moglie aspettava un bambino, che nei giorni passati egli aveva fatto di tutto per organizzarle una cena a sorpresa in uno dei ristoranti più romantici e noti della città e che la ragazza con cui si trovava il giorno prima era sua cugina: la donna lavorava in una gioielleria e si erano incontrati per un consiglio su di un anello per Marta.
“Mi spiace signora maga che la storia sia andata così, ma l’ho sempre saputo che non c’era nulla di vero nelle sue carte. Fede, usciamo.”
I due uomini si avviarono verso l’uscita e mentre Leonardo cercava di far riflettere Federico sul suo rapporto con la fidanzata, consigliandogli di trattarla più dolcemente e con rispetto, la maga rimasta seduta a fianco di Manuela le disse: “Mia cara, prima o poi dovrai scegliere con chi dei due veramente vuoi stare.”
“Signora maga, le giuro che con Giovanni siamo solamente amici!”
“Io non stavo parlando di lui. Leonardo sarà pure libero di non credere al mio dono di chiaroveggenza, ma io so bene a chi si riferisce la carta della donna misteriosa.”
“Valentina, come può credere che io riesca ad ammettere questo al mondo? Come potrei ammetterlo anche solo a me stessa? È vero, sono innamorata di una ragazza, ma come ben vede se anche sulle prime l’omosessualità viene accettata, nel maggior numero dei casi i rapporti gay vengono dipinti come superficiali e passeggeri, quasi fossero sbalzi ormonali, passioni fuggevoli di chi è confuso riguardo la propria vita. Io per prima ho dei pregiudizi talmente radicati all’interno della mia testa che ogni volta che guardo questa ragazza non faccio altro che pensare che quello che provo è schifoso e sbagliato. Mi ripugno da sola. Sento tanto dire che il problema è la società, ma a me pare che il problema sia la ristrettezza mentale di ogni singolo individuo che come al solito non riesce a vedere più in là del suo naso e non ha voglia di mettersi nei panni degli altri. Ci sono persone di serie A ed altre di serie B. Questo abbiamo detto indirettamente oggi: che il diritto che i primi hanno di amare e di essere felici vale più di quello dei secondi. E non credo ci sia disumanità più grande che nel dimostrare di avere questo pensiero.”

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