Ogni maledetto fischio – Tobia Cioce

Campo-da-calcioFinalmente era domenica. Finalmente poteva mettere in campo tutti gli sforzi compiuti durante la settimana.
L’ansia, quella maledetta, c’era sempre; ma col passare degli anni aveva imparato a controllarla e a rispettarla. Aveva capito che sarebbe stata sua compagna ogni domenica. Una compagna di quelle che ti tiene sempre d’occhio e che, anche se non sembrava, ti avrebbe spinto a dare il massimo sempre di più.
Era pronto per partire, stava facendo il nodo alla cravatta, aveva legato le scarpe e, indossata la giacca e preso il borsone, si avviò verso il campo.
Dopo una sosta intermedia per prendere gli assistenti, arrivò al campo.
Mancava un’ora e mezzo all’inizio.
Lasciò la borsa nello spogliatoio e andò in campo, l’odore dell’erba lo accompagnava mentre faceva il controllo preliminare. Mentre gli assistenti controllavano le rispettive porte, si guardò intorno: le tribune di lì a poco si sarebbero riempite, sarebbero state piene di gente che o si sarebbero accorti di lui o per loro sarebbe stato come un fantasma in campo.
Dipendeva tutto da lui: un fischio sbagliato lo avrebbe portato alla ribalta, davanti agli occhi di tutti, soggetto alle critiche e alle offese del pubblico.
Dopo aver scambiato due parole con gli assistenti spiegando cosa avrebbe chiesto loro, rientrò nello spogliatoio. Controllò le maglie e le distinte delle squadre.
Ora doveva indossare la divisa. La guardò: ormai era un gesto abitudinario che si ripeteva ogni settimana, ma gli dava sempre una sensazione nuova ogni volta. Si allacciò le scarpe da gioco ed entrò in campo per il riscaldamento.
Durante i vari esercizi guardava le due squadre, cercava di intuire che grado di concentrazione e intensità avevano, chi erano i leader, se lo aspettava una partita sentita o meno.
Finito il riscaldamento, rientrò per fare il riconoscimento e per avere un primo contatto con i giocatori, per “annusare” da vicino il loro umore e la loro concentrazione. Dopo le raccomandazioni del caso rientrò un’ultima volta nello spogliatoio per controllare che avesse tutto: taccuino, cartellini, monetina, fischio. Ultime parole con gli assistenti e poi un cinque a testa per caricarsi.
Il momento si avvicina, si scende in campo, si arriva a centrocampo, le squadre si schierano: “siamo tutti” pensa.
Primo fischio.
Saluto con i capitani e sorteggio.
Le squadre prendono il loro posto.
Cenno di intesa con gli assistenti.

“Ormai ci siamo.
È arrivato il momento.
Fischio.
SI COMINCIA!”

Tobia Cioce

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