#MercoledìDeiSensi: La mela avvelenata – Monica Vagni

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Grimilde fece scorrere il dorso della mano sulle copertine dei numerosi volumi riposti sullo scaffale dell’ antro, la stanza più isolata del castello. Scelse un voluminoso manuale nero e vellutato. Lo posò sul leggio e sfogliandolo, trovò la ricetta che cercava.

PREPARAZIONE DEL NERO INFERNO (VELENO LETALE PER GLI ESSERI UMANI)
“Versate un litro di acqua fredda nel calderone. Subito dopo aggiungete quattro foglie di Inspicta (altamente urticanti: fate attenzione).
Accendete il fuoco, e a quel punto noterete che l’acqua si colorerà leggermente di un viola tenue. Successivamente aggiungete tre occhi di drago. Appena li verserete, si scioglieranno e porteranno il liquido alla temperatura di ebollizione. Quindi mescolate con energia il tutto” .
Grimilde seguì meticolosamente le istruzioni della ricetta, affinché fosse perfetta.
“Ora aggiungete due fiori del Deserto Dimenticato e continuate a mescolare. Quando il composto si sarà inscurito, è necessario miscelare un barattolo di Herculee Diamee, le famose farfalle delle montagne.
A contatto con il liquido si disintegreranno in polvere. Evitate la formazione di grumi.
Quando si arriverà ad ottenere il colore nero, la pozione sarà pronta.”
Prese il barattolo che conteneva le farfalle morte dallo scaffale.
Aprì il tappo, e quando gli insetti caddero all’ interno di quel miscuglio, si udì lo sfrigolio di carne bruciata.
Con un mestolo, assaggiò la pozione, che si era tinta di nero come la pece.
Era amara, rude e tossica. Aveva un sapore che ricordava l’odore acre dell’ inchiostro, con un retrogusto di ferro molto simile al sangue. Con una ricetta così semplice, si otteneva un veleno così mortale.
Quello di cui aveva bisogno ora era una mela. Ne aveva colte diverse, ma per l’occasione avrebbe scelto quella più rossa e invitante. La immerse nel calderone. Il frutto assorbì il veleno, diventando ancora più seducente. In quel modo avrebbe avuto un sapore dolcissimo e letale.
Letale come la sua vendetta.

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