#MercoledìDeiSensi: Il desiderio volato via – Elisa Ossola

5-senses-main-fotoMattia lo fece, accontentò la maestra che sorridendo gli consegnò un bigliettino bianco con l’indicazione di scrivere un desiderio; poi, gli aveva spiegato, il desiderio sarebbe stato inserito in un palloncino e affidato al vento… ma Mattia non era stupido e nemmeno più un bambino – nonostante i suoi 8 anni -. Ubbidì alla maestra, si guardò attorno per scoprire i suoi compagni di classe eccitati a riempire di parole e colori il foglietto bianco, lui no: due parole in stampatello erano bastate.
Seguì la fila di bambini nel prato antistante la scuola, osservò la maestra prendere i bigliettini dalle piccole mani ed infilarli nel palloncino del colore scelto. Verde, aveva scelto lui. Arrivò anche la mamma a guardare emozionata il palloncino volare via, chissà se immaginava cosa c’era scritto. Mattia era arrabbiato con lei perché gli sorrideva ma era triste, quando le chiedeva di papà l’unica risposta che otteneva era: «E’ al lavoro» ma detta senza guardarlo e proprio lei, quando era piccolo, gli aveva insegnato che quando si parla con qualcuno è buona educazione guardarlo negli occhi. Perché papà stava al lavoro così tanto? Perché non poteva telefonargli? Perché non veniva più a guardarlo giocare a calcio? Senza il suo tifo, non aveva più voglia di giocare a calcio.
Fissò il palloncino volare a zig zag nel cielo azzurrissimo fino a divenire un puntino indistinguibile poi tornò a casa con la mamma avendo come l’impressione che il suo desiderio, in qualche modo, si sarebbe realizzato.
Trascorsero mesi, ormai era autunno e Mattia aveva iniziato la quarta elementare. Quel giorno la mamma, triste più del solito, disse che l’avrebbe portato fuori città per mostrargli una cosa. Parcheggiò vicino ad un campo brullo, solo un tronco con qualche ramo spoglio nel centro e proprio su un ramo c’era un palloncino verde mezzo sgonfio. La mamma dovette tirarlo per un braccio per portarlo dove avrebbe scoperto la verità.

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