Ali di carta – Samanta Principe

Maria si sedette sul muretto di mattoni chiedendosi perché fidarsi delle persone non fosse facile come fidarsi del cielo.
Quando non sai più che stelle seguire, quando l’asfalto non porta più da nessuna parte e perdi quel Dio che una volta seguivi alzi la testa e ti fidi del cielo, perché lui di palle non te ne dice, e se sei triste o hai bisogno di calmare le inquietudini ti accoglie a braccia aperte.
Maria forse cercava un po’ questo nelle persone, qualcuno che fosse un po’ cielo e non filo spinato, che all’inizio protegge e nel frattempo t’uccide.
A Maria il cielo stava simpatico, e visto che si riflette nel mare allora anche il mare le andava a genio.
Lei voleva persone così, che abbracciano come il cielo e lottano come il mare, perché al mare di continuare a sbattere contro gli scogli non gliene frega niente, perché onda dopo onda un pezzo di lui quello scoglio lo supererà.
Si chiedeva come fosse possibile fidarsi ancora quando la fiducia te la rubano e non te la ridanno più.
Fidarsi è un po’ come il fatto di volare per Peter Pan, perchè se una volta dubiti sulla possibilità di farlo poi rischi di non volare più.
Maria si chiedeva se sarebbe riuscita a volare ancora, magari con quel ragazzo che per lei sapeva tanto di cielo e di mare e che proprio per questo teneva a distanza.
Aveva paura di volare, Maria.
Guardò ancora in alto e vide azzurro su azzurro e rondini che volavano su e giù, tra le montagne russe delle correnti.
Le sarebbe piaciuto essere una rondine, perché le rondini sono così leggere che del peso delle correnti fanno la loro forza, e con una virata a destra e una a sinistra da giù riescono a tornare sempre su.
Per essere rondine però Maria doveva imparare a volare, perché una rondine che non vola non s’è mai vista.
Maria guardò l’orizzonte e fece un respiro profondo.
“Può vivere una rondine con la paura di volare?”

Samanta Principe

***

Samanta Principe, 21 anni, un miscuglio di parole che in qualche modo giorno per giorno scrivono una storia.
Studentessa di scienze internazionali per gran parte del giorno, osservatrice delle piccole cose nel tempo rimanente.
Lavoro per potermi permettere di viaggiare, perché ho bisogno di vedere un po’ questo mondo, di scoprirlo e fotografarlo, un’altra delle mie passioni.
Queste passioni potrebbero essere riassunte in una piccola sigla: S.V.V,
scrivere
viaggiare
vivere,
perché scrivo quando viaggio, viaggio quando scrivo, e vivo quando scrivo e quando viaggio.

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