Il pittore – Samanta Principe

Sono giusti.
Li guardavo e pensavo solo “sono giusti”.
Erano lì, terra e fuoco a perdersi in un’altra dimensione, a star lì ai confini del mondo a dondolarsi l’uno fra le braccia dell’altra.
Poco importava che si trattasse della donna che un giorno speravo sarebbe stata mia, poco importava.
Loro erano giusti ed io ero un pezzo di un altro puzzle ancora da trovare.
Dio se li invidiavo, li invidiavo da morire.
Se ne stavano lì che la musica quasi non la sentivano più, erano terra e fuoco che ardevano insieme, si, ma con la dolcezza della spuma di mare.
Erano bellissimi, erano maledettamente belli e io, io, che di bellezza vivevo tutti i giorni sapevo quello che dicevo: quella era bellezza allo stato puro.
La guardai per un’ultima volta, il fuoco più vivo che avessi mai visto e poi guardai lui, terra bruciata che con un fuoco così avrebbe fatto solo meraviglie.
Uscii dal bar che ormai era diventato la loro casa e tornai alla mia dimora, quasi di corsa, a dipingere quel meraviglioso connubio di elementi prima che la sua immagine svanisse dalla mia mente.
Dipinsi e non mi ricordai di mangiare, non mi ricordai di dormire e fu così che la notte finì per sapere solo di loro, di quel fuoco e di quella terra che assieme facevano terra bruciata attorno e dipingevano sorrisi d’argento sui nostri volti spenti.
Quando l’alba entrò dalla finestra, illuminò quei capelli di fuoco dipinti e con soddisfazione guardai la nuova creatura che avevo generato, un miscuglio di emozioni e sentimento che nessuno, se non un artista, avrebbe potuto cogliere.
Adelina, che solitamente passava di sabato a sistemare quello che il mio caos aveva creato durante la settimana si sorprese di vedermi sveglio, e ancor più di vedere un dipinto.
<< E’ arrivato l’amore? >> disse allora lei riferendosi all’amore per la pittura che tempo prima avevo perduto.
<< E’ tornato Adelina, – dissi – ma l’amore è tornato a metà >>
Adelina si fermò a contemplare la tela, a contemplare Lei.
Guardò il fuoco ardere con un’altra terra e lievemente sospirò.
<< Un giorno arriverà – disse allora lei – un giorno arriverà e non sarà fuoco, ma sarà acqua o sarà aria, signore, sarà quello di cui avrà bisogno >>
E Adelina aveva ragione, perché il fuoco non era cosa per me:
io ero per l’azzurro del cielo,
ero per l’azzurro che dipingeva Celeste.

Samanta Principe

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *