Eva – Maria Elena Benedetti

Eva sapeva adattarsi bene alle situazioni che la vita le metteva di fronte; se fosse stata un animale o una qualche altra forma di vita preistorica, Eva sarebbe sopravvissuta al Big Bang, all’era glaciale e a qualsiasi altra catastrofe naturale.
Sapeva essere la persona giusta in ogni situazione, la persona che in quel momento dovevi avere al tuo fianco.
Anzi, non sapeva, ma poteva.
Era come una casa degli specchi: a volte più alta, altre volte meno, larga, stretta, distorta o normale, e non fisicamente parlando; lei restava la stessa, quel che cambiava era il suo modo d’essere, e la cosa più importante è che era vera in ogni sua sfaccettatura.
Non cambiava come cambia il tempo, o il vento, o l’umore, e soprattutto non cambiava per essere la persona che avresti voluto fosse.
Eva non cambiava proprio.
Eva era sempre Eva, o meglio, ogni giorno era la persona che si sentiva di voler e dover essere.
E capiva, quando ti si parava davanti, capiva quale dei suoi specchi mostrarti.
Specchi, non maschere; perché dietro una maschera ti nascondi, ma per quanto diverso che sia, un riflesso non si discosta mai troppo dalla realtà, e quindi lei era vera con tutti ma uguale con nessuno.
Perché non si può essere la stessa persona con chiunque.
Non sarebbe né giusto, né naturale; tirare fuori sempre tutto quel che c’è da tirar fuori, ti rende insignificante.
Mi spiego meglio; se Eva amasse sempre allo stesso modo, finirebbe per non amare mai.
Invece no, non è così che deve andare.
Eva ti ama con tutta se stessa, ma ogni volta con una parte diversa di sé; ti ama con gli occhi, quando in silenzio sta lì a fissarti senza dire una parola, ti ama “di pancia”, quando ti si butta addosso e inizia a stringerti senza un motivo, di testa e di rabbia, se ti sta urlando contro.
Ti ama comunque, ma mai come ti ha amato un’ora prima o come lo farà domani.
E piange quando non si dovrebbe, perché questa cosa che si piange solo se si è tristi o se qualcosa va male l’hanno inventata quelli che poi alla fine si sono estinti.
Chi l’ha detto che non si può piangere mentre si fa l’amore?
E lei lo fa.
Quando si sente piena, di qualsiasi cosa, di qualsiasi emozione, lei piange, perché altrimenti rischierebbe di scoppiare a tenersi tutto dentro.
Poi è vero, c’è pianto e pianto, ma ti basta guardarla negli occhi per capire cosa succede dentro di lei in quel momento.
Anzi, nei momenti più duri non lo fa quasi mai; se è per isteria, rabbia, delusione, può essere, ma quando sente il terreno crollarle sotto i piedi, si congela lì, sbatte un paio di volte le ciglia e ti guarda come per dirti “E ora? Che faccio?”.
Ecco, quindi anche Eva ogni tanto non sa chi deve essere.
Quella forte, la remissiva, l’insicura, testarda o incosciente?
Se il problema fosse stato tuo, sicuramente avrebbe trovato una sfumatura giusta da offrirti.
Ma se si tratta di lei, beh, in quel caso è tutta un’altra storia.
Eva sa essere giusta per gli altri, ma mai per sé.

Maria Elena Benedetti

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