Anna Maltese

Partiamo dai primordi…Anna Maltese

Sono nata il 31 agosto, esattamente alle cinque del mattino, nella clinica dove mio padre qualche anno prima aveva fatto le prime guardie come medico e dove io, 30 anni dopo, avrei svolto il tirocinio di psico-oncologa.
Non saprei dire che tipo di bambina sono stata, ma tutto avrei immaginato, fuorché di dover diventare un giorno quella che sono oggi.
A giudicare dai miei voti scolastici, poco avrebbe fatto sperare che mi sarei spinta oltre il diploma.
A cambiare tutto è stata una tendenza innata che avevo da piccola nel credere che le cose potessero con il tempo migliorare: un’ingenua dose di ottimismo mista alla tenacia.
Da adulta, l’ottimismo ha lasciato spazio al realismo e la tenacia invece è diventata meno caparbia e più oculata.
Senza dubbio la tenacia mi ha accompagnata nel lungo viaggio insieme alla scrittura.
Il primo romanzo l’ho scritto a 16 anni e l’ho finito a 18, si trattava di una storia scontata e di nessun valore che, però, mi impegnata per ore ed ore su quaderni a quadretti su cui a piè di pagina segnavo il numero delle pagine scritte: più di 400.
Era un divertimento, un diversivo che altri ragazzi della mia età non avevano, creare mondi immaginari e personaggi inesistenti in qualche maniera mi faceva sentire bene anche se raramente parlavo dei miei racconti.
Finite le superiori, è iniziata l’università: ero certa che presa dagli esami e dalla mole di testi da studiare non avrei mai più scritto, invece, bastava un’immagine sul giornale, una canzone, un viso ad ispirarmi e inventavo personaggi, situazioni che subito dalla mia testa passavano su un quaderno, nascevano ancora racconti.
Mi resi conto che uno dei racconti avrebbe meritato qualche sviluppo in più e ne feci un romanzo.
Nel 2005 finirono le fatiche universitarie e iniziò la ricerca del lavoro, che in Sicilia è tutt’altro che facile.
Iniziai a lavorare come tutor Cepu e contemporaneamente a studiare per il master.
In quegli anni scrissi poco e distrattamente ma iniziai a leggere Margaret Mazzantini, che diventò la mia autrice preferita.
Scrissi di fila due romanzi e una raccolta di racconti che adesso valuto di poco conto ma che in quegli anni mi servirono come esercizio per continuare ad avere un legame con la scrittura.
Vivevo ancora in Sicilia e per me scrivere era puro divertimento.

Oggi dedico almeno un’ora al giorno alla scrittura e parecchie ore la settimana allo studio di testi specialistici.
Attualmente sto leggendo “Anatomia di una storia” di John Truby (Dino Audino Editore).
Cosa è cambiato? Come vivo la scrittura?
Per è è sempre divertente ma mi approccio ad una storia con maggiore serietà cercando di chiedermi se l’argomento di cui vorrei scrivere interessa solo a me o può avere un tema universale.
La storia è frutto dell’onda dell’emozione o ha una premessa narrativa solida?
C’è sempre un’urgenza di scrivere qualcosa che sentiamo di dover raccontare, ma per chi stiamo raccontando? E cosa stiamo raccontando? Che valore ha per gli altri?

Chi sono cosa faccio e come trascorro il tempo libero…

Se dovessi definirmi usando tre aggettivi direi che sono: riservata, selettiva e spigolosa.
Non ne viene fuori un bel quadretto, lo so! Ma non sono un personaggio di un racconto, non devo coinvolgere a tutti i costi il lettore…
Mi piace cucinare e provare sapori nuovi, mi piace il make up e fare shopping (come la maggior parte delle ragazze).
Il mio animale preferito è l’ippopotamo e ho una passione per i grandi felini.
Mi piace andare da Ikea, lì possono nascere infinite storie perché ci sono infiniti scenari su cui immaginare personaggi.
Nella vita reale, come amo dire sempre io, faccio la pedagogista presso una struttura geriatrica, sono una di quelle persone che la mattina si alza felice di andare al lavoro.

I corsi di scrittura…

Un altro aggettivo che mi contraddistingue è intraprendente, ed è proprio questa prerogativa che mi ha spinto a proporre al Centro Culturale Antonianum un corso di scrittura creativa.
Mi ricordo il colloquio fatto a settembre 2013 e la decisione di lanciare il corso l’aprile successivo, le prime adesioni, il primo incontro e la splendida atmosfera che si è da subito venuta a creare in biblioteca.
Finora i corsi sono stati cinque, sia di livello base che avanzato.
I miei corsi non hanno la pretesa di insegnare a scrivere perché a scrivere si impara dopo anni di duro lavoro e dedizione, ma vogliono essere uno spazio dove discutere i propri scritti, le proprie idee e acquisire qualche strumento in più. L’ambiente è informale, ognuno è libero di parlare liberamente di ciò che scrive e confrontarsi con gli altri, assolutamente vietato uno stile valutativo. Non siamo a scuola!

Detto questo… il tempo per voi è finito e ora devo dedicarmi alla revisione del mio ultimo lavoro, perciò vi saluto, la scrittura mi chiama!

Per scoprire di più su di me puoi leggere l’intervista che mi ha fatto Giulia della Redazione di Emergenza Scrittura cliccando qui!

Anna Maltese 

6 thoughts on “Anna Maltese

  1. Mery Carol ha detto:

    Buongiorno! Mi sono trovata per caso a dare una sbirciatina alla sua pagina. Molto bella e interessante. Il suo nome, poi, è tutto un programma. Mi rivedo in Lei bambina, in Lei giovane. Io non lo sono più, ma il bisogno di scrivere è ancora impellente e lo spirito è quello di sempre. Le chiederò l’amicizia in fb con tanta stima.
    Mery Carol

    1. emergenzascrittura ha detto:

      Grazie a nome della nostra Anna! Continui a seguirci per rimanere aggiornata sui nuovi corsi e i workshop di scrittura creativa che Anna terrà nei prossimi mesi.

      1. Rusty ha detto:

        I have exactly what info I want. Check, please. Wait, it’s free? Awemsoe!

      2. car insurance ha detto:

        I was so excited to see these!! I loved the fab fitteds and covers and wish I still had them. But AIO’s are my husbands kind of diaper! And Thirsties are my kind of diaper! I think we would both love these!!

      3. mówi:O przyjaźni pierwszÄ… bardzo ważnÄ… lekcjÄ™ nauczyÅ‚em siÄ™ od ciebie:Przyjaciel to wielkie sÅ‚owo, niewielu nimi bÄ™dzie, choć wielu ich masz wokół siebie, w twoim mniemaniu: wielu.PamiÄ™tamy o Tobie i wiemy, że nie pozwoli Bóg aby dosiÄ™gnęło czÅ‚owieka wiÄ™cej, niż jest w stanie unieść. BÅ‚ogosÅ‚awiÄ™ ciÄ™ i wierzÄ™, że siÄ™ spotkamy nie tylko na blogu czy facebooku :)dziÄ™ki 🙂

      4. http://www./ ha detto:

        That’s a sharp way of thinking about it.

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