La Porta – Asia Erasmo (Africa Saffo)

Tutti la conoscevano come "La Porta" ed effettivamente lo era. Era situata in uno dei vicoli uscenti dal centro ed era diversa da tutte le porte e i portoni della città: era di legno massiccio con decorazioni bizzarre, come lettere di una lingua sconosciuta. Secondo molti cittadini quella porta doveva condurre all'altro mondo. Dal basso si ramificavano in rilievo radici fine per arrivare in cima con rami prosperosi e stilizzati. Molti sostenevano che il legno, con cui era fatta La Porta, respi...
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Il senso nelle tue mani – Maria Fezzardi

I capelli le fanno da sbuffo ondeggiante e morbido intorno alla pelle candida del viso, mentre il treno riparte alle sue spalle, lei si guarda i piedi e si tiene le mani in mano perché non sa che farsene, le raccoglie insieme, se le sfrega contro il freddo e ci soffia sopra anche se in realtà il freddo non lo sente affatto, è solo una cosa che fa per dare un senso a quel momento d'attesa, per apparire meno sperduta nel caso qualcuno la stia osservando. Ha paura di alzare gli occhi dai suoi stiv...
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Quando un mondo muore – Daniele Viaroli

Si presero il nostro mondo in una notte. Non ci fu modo di fermarli. Le loro astronavi, alveari gremiti di macchine portatrici di morte, atterrarono in un tiepido giorno d’autunno. I loro soldati sciamarono per le strade, uccidendo senza pietà uomini, donne e bambini. I nostri eserciti si schierarono per difenderci, ma cosa potevano fare le nostre armi rudimentali contro i loro scudi a energia? I proiettili rimbalzavano innocui sulle barriere, mentre i loro laser falcidiavano senza sforzo inte...
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Parigi – Greta Antonioni

Quella sera Parigi sembrava più bella del solito. La finestra della camera da letto dell’hotel in cui Elizabeth alloggiava si affacciava sugli Champs Élysées, che per l’occasione erano pieni di luci colorate. Era il 24 di dicembre e le luci, gli alberi di Natale e le vetrine dei negozi allestite a festa avvolgevano l’Avenue in un’atmosfera magica. Quella sera Parigi sembrava più bella del solito. Elizabeth aveva appena appoggiato sul letto a baldacchino il suo bagaglio a mano e, mentre finalme...
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Il fiore nel deserto – Manfredi Cartocci

Entrava nel locale con gli occhi velati, appena infastiditi dalla luce intensa. Il grigiore di quel pomeriggio era quasi come quello dell'anima. Non era lì. Non era da nessuna parte. Era in quei posti lontani a cui faceva riferimento sua madre quando lo trovava seduto al tavolo di cucina con i libri di scuola aperti, lo sguardo perso nel vuoto e la testa chissà dove, comodamente appoggiata sulle nocche di una mano. Quando era triste erano soliti sovvenirgli quei ricordi: così caldi, così domesti...
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