Il cacciatore di sogni – Monica Vagni

Eran tirò su il bavero della giacca per proteggersi dal freddo. A quell’ora della mattina, la città di Sarnàs era infatti ancora intorpidita nella fredda morsa invernale che la soffocava sotto il peso dell’aria gelida. Il cielo all’alba si era colorato di oro e rosso, squarciando così il grigiore della stagione. Si trovava sul tetto del palazzo più alto della città. Data la visuale, poteva contemplare quella bellezza eterna costituita da guglie e cupole gotiche, sulle cui cime un tempo svetta...
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Pensieri – Monica Vagni

Nemmeno questa notte riesco a dormire. Quest’insonnia, che temo diventerà perenne, mi sta distruggendo. Non è una novità per me, è da giorni e giorni che non dormo più, perché numerosi pensieri insistono vorticosi senza tregua. Sono costretto ad alzarmi. Voci che mi disturbano, frammenti di vecchie vicende e ricordi, insinuazioni e dubbi. Sono agitato e in iperventilazione. Non riesco a trovare la calma. Disperato, apro la finestra sperando che il venticello possa aiutarmi. La notte e il v...
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Osservare – Elena Fiorentini

Era un’estate tiepida e piacevole, accompagnata da un sole senza troppe pretese. Probabilmente quell’anno anche lui si era impigrito: imbrogliava l’obbligo di levarsi ogni mattina lasciando spazio alla pioggia almeno una volta ogni due giorni. Eri là tra gli scogli camuffata dalla giornata poco luminosa. Con quella gonna lunga color sangue e inzuppata di mare sporco ti nascondevi da qualsiasi occhio potesse osservarti. Non ti piaceva essere osservata, eri piuttosto un’abile osservatrice. Gli s...
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Di Vento – Maria Fezzardi

Piove forte. E quando dico forte, quando io dico forte, significa forte per davvero. Perché io sono una di quelle che un pomeriggio d'estate, sotto un acquazzone da manuale, si è stesa sul prato in giardino, in mutande e canottiera, a prendersi addosso l'acqua come fosse una frasca di cortile. A me la pioggia piace, da matti, ma questa è veramente forte. Sono qui sotto l'incerata bianca del gazebo della cucina che scroscia e gocciola come un dannato colapasta e guardo fuori attraverso il muro d...
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Bang.- Luca Vellani

Non immaginavo di sentirmi così dopo aver premuto il grilletto. Non pensavo che la vendetta facesse posto a un vuoto, come se la tua anima avesse vomitato una pietra. “Ora che cosa farò?” è l’unica domanda che mi rimane e la risposta è solo una: “Bang”. Quando sono nato nel mio paese, l’Afghanistan, era appena finita la guerra. Gli Americani se ne erano andati lasciandoci in dono solo macerie. L’infanzia l’ho trascorsa con mia madre e la sua famiglia in una casa lontano dalla città. Il cibo e...
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