Trincea – Antonio Rispoli

Tanti anni fa, quando il servizio militare era ancora obbligatorio e io ero poco più che maggiorenne, ebbi la così detta “cartolina” che mi annunciava il mio imminente reclutamento; non sarei mai voluto andare perché avevo una brutta sensazione e, forse, avevo ragione. Sin dal primo giorno, la mia strada s’incrociò col più bastardo dei sergenti. Un uomo di ferro che non guardava in faccia a nessuno; con i suoi baffi folti e gli occhiali da sole con lenti specchianti, che nascondevano i suoi occ...
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Una birra a New York – Maria Elena Benedetti

Qualche maglione in valigia, un piumino nuovo, e la macchina fotografica; insieme, una sola domanda: e se una volta arrivata lì, non provassi nulla? Se non riuscissi a pensare ad altro che “e poi, e dopo, cosa c’è?”. È sempre andata così, fin da bambina: facevo i sogni più ambiziosi, lottavo con le unghie e con i denti perché diventassero realtà, poi quando finalmente arrivavano, non riuscivo ad assaporarli, a godermeli. Perché? Perché dovevo subito correre oltre, andare a vedere cosa c’era p...
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Il viandante nell’oscurità – Elena Fiorentini

Buio. Ero in piedi, di questo ne ero certo. Soltanto che… non sapevo per quanto tempo ancora ci sarei rimasto prima di cadere. Ero tormentato dal dubbio se rimanere fermo e immobile – posizione precaria, faticosa e malsicura – o muovere un passo avanti all’altro, cercando una via di fuga da quell’oscurità. Odiavo ed odio tutt’ora non riuscire ad essere padrone dei miei occhi, il che è divertente da dirsi se si è miopi quanto lo sono io, il destino sbeffeggiatore lo ricorda sempre a noi dagli ...
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Groupie – Federica Nicosia

Greta aveva appena diciannove anni. Era la più giovane tra le fedelissime dei Misgiven, band emergente che si era fatta strada dai pub di Seattle ai concerti da migliaia di persone nei maggiori stadi degli Stati Uniti. Nell'ultimo anno aveva seguito il gruppo in lungo e in largo, supportando con grande energia il loro lavoro. La sua tenacia e la dolcezza con cui la coniugava l'avevano fatta diventare amica di tutti i musicisti. Era rimasta affascinata, in particolare, da Nikolaj Dennel, un giova...
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Le stanze buie – Maria Elena Benedetti

È come una casa, il cuore. Suona male, ma alla fin fine è così che è. Ogni ventricolo, ogni angolo, ogni centimetro di tessuto; sono tutte stanze. E, come nella vita reale, alcuni hanno case più grandi, mentre altri si accontentano di monolocali. Quello di Eva è un grattacielo di New York, tanto è grande. Talmente alto da farti venire le vertigini. È l’Empire State Building. Ed ogni stanza è diversa dall’altra; ce n’è una piena di tutti quei ricordi belli e felici, con una grande finestra...
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