Circolo 27 – Asia Erasmo (Africa Saffo)

Consuelo sentiva le voci ovattate delle infermiere e del medico che la stavano accompagnando in sala operatoria. Sentiva le loro voci ma non ciò che quelle voci le stavano gridando, il mondo esterno si stava facendo sfocato come una nuvola e l’unica cosa tangibile che percepiva era il dolore. Un dolore fisico, che le lacerava il ventre gonfio, e uno straziante dolore emotivo: cosa ne sarebbe stato del bambino che portava in grembo? Continuava a chiederselo dimenticando perfino chi fosse, o cosa...
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L’uomo fenicottero – Luca Vellani

A tutti capita quell’evento che ti sconvolge la vita. A volte non te ne accorgi perché il cambiamento avviene lentamente, secondo dopo secondo, e capisci solo guardandoti indietro che tutto si è modificato; che sei diventato uno dei protagonisti delle tue innumerevoli frasi: “Io non sarò mai così…”. In quel momento tutto crolla, tu crolli e accettarsi diventa difficile. È il caso di questo mio paziente, il dottor Beni, un promettente dottore di chirurgia che ha dovuto fare i conti con se stesso...
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Trincea – Antonio Rispoli

Tanti anni fa, quando il servizio militare era ancora obbligatorio e io ero poco più che maggiorenne, ebbi la così detta “cartolina” che mi annunciava il mio imminente reclutamento; non sarei mai voluto andare perché avevo una brutta sensazione e, forse, avevo ragione. Sin dal primo giorno, la mia strada s’incrociò col più bastardo dei sergenti. Un uomo di ferro che non guardava in faccia a nessuno; con i suoi baffi folti e gli occhiali da sole con lenti specchianti, che nascondevano i suoi occ...
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Una birra a New York – Maria Elena Benedetti

Qualche maglione in valigia, un piumino nuovo, e la macchina fotografica; insieme, una sola domanda: e se una volta arrivata lì, non provassi nulla? Se non riuscissi a pensare ad altro che “e poi, e dopo, cosa c’è?”. È sempre andata così, fin da bambina: facevo i sogni più ambiziosi, lottavo con le unghie e con i denti perché diventassero realtà, poi quando finalmente arrivavano, non riuscivo ad assaporarli, a godermeli. Perché? Perché dovevo subito correre oltre, andare a vedere cosa c’era p...
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Il viandante nell’oscurità – Elena Fiorentini

Buio. Ero in piedi, di questo ne ero certo. Soltanto che… non sapevo per quanto tempo ancora ci sarei rimasto prima di cadere. Ero tormentato dal dubbio se rimanere fermo e immobile – posizione precaria, faticosa e malsicura – o muovere un passo avanti all’altro, cercando una via di fuga da quell’oscurità. Odiavo ed odio tutt’ora non riuscire ad essere padrone dei miei occhi, il che è divertente da dirsi se si è miopi quanto lo sono io, il destino sbeffeggiatore lo ricorda sempre a noi dagli ...
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