Il richiamo delle note – Samanta Principe

Gioia è lì, proprio lì, la vedi dal secondo finestrino del treno in basso a sinistra. Ultimamente nulla le va bene, niente passa. E' salita a Novate, qualcuno l'avrà vista mettersi le cuffie ed entrare nel suo mondo. Ecco, da quelle cuffie ora comincia a uscire della musica jazz e Gioia chiude gli occhi, accenna un sorriso: non credo la troverai più per un po'. Ma come fa la musica a sapere di casa? Ad avvolgerti piano con un calore che assomiglia tanto a quello di un camino in pieno inver...
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Pandora – Maria Elena Benedetti

Getto uno sguardo fugace verso il letto; fra le lenzuola disfatte, quella pelle candida. Dorme ancora, le coperte gettate di lato; il corpo nudo, liscio come una statua, si muove sotto il peso di respiri brevi, spezzati, frutto di un sonno agitato. Mi sdraio di fianco a lui - la testa sul petto, gli occhi chiusi. La statua piano piano prende vita, si solleva, mi guarda. Creatura perfetta, modellata da un Dio greco, o Dio greco lui stesso. Dio fatto però di pelle ed ossa, nervi e vene ...
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La Porta – Asia Erasmo (Africa Saffo)

Tutti la conoscevano come "La Porta" ed effettivamente lo era. Era situata in uno dei vicoli uscenti dal centro ed era diversa da tutte le porte e i portoni della città: era di legno massiccio con decorazioni bizzarre, come lettere di una lingua sconosciuta. Secondo molti cittadini quella porta doveva condurre all'altro mondo. Dal basso si ramificavano in rilievo radici fine per arrivare in cima con rami prosperosi e stilizzati. Molti sostenevano che il legno, con cui era fatta La Porta, respi...
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Il senso nelle tue mani – Maria Fezzardi

I capelli le fanno da sbuffo ondeggiante e morbido intorno alla pelle candida del viso, mentre il treno riparte alle sue spalle, lei si guarda i piedi e si tiene le mani in mano perché non sa che farsene, le raccoglie insieme, se le sfrega contro il freddo e ci soffia sopra anche se in realtà il freddo non lo sente affatto, è solo una cosa che fa per dare un senso a quel momento d'attesa, per apparire meno sperduta nel caso qualcuno la stia osservando. Ha paura di alzare gli occhi dai suoi stiv...
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Quando un mondo muore – Daniele Viaroli

Si presero il nostro mondo in una notte. Non ci fu modo di fermarli. Le loro astronavi, alveari gremiti di macchine portatrici di morte, atterrarono in un tiepido giorno d’autunno. I loro soldati sciamarono per le strade, uccidendo senza pietà uomini, donne e bambini. I nostri eserciti si schierarono per difenderci, ma cosa potevano fare le nostre armi rudimentali contro i loro scudi a energia? I proiettili rimbalzavano innocui sulle barriere, mentre i loro laser falcidiavano senza sforzo inte...
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