Osservare – Elena Fiorentini

Era un’estate tiepida e piacevole, accompagnata da un sole senza troppe pretese. Probabilmente quell’anno anche lui si era impigrito: imbrogliava l’obbligo di levarsi ogni mattina lasciando spazio alla pioggia almeno una volta ogni due giorni. Eri là tra gli scogli camuffata dalla giornata poco luminosa. Con quella gonna lunga color sangue e inzuppata di mare sporco ti nascondevi da qualsiasi occhio potesse osservarti. Non ti piaceva essere osservata, eri piuttosto un’abile osservatrice. Gli s...
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Fretta – Elena Fiorentini

Ad ognuno fin da bambino viene somministrata una piccola lezione di vita; in molti avranno, come me, imparato la sottile arte di aver fretta. E’ mattina, la sveglia suona… Presto! Sveglia! E’ già ora! Vestiti. Colazione – di fretta quelle fette biscottate che l’autobus bussa alla finestra –. Sali. Viaggio. Scendi. In un attimo sei a scuola, la mattina dopo già apri la porta dell’università. Nella fretta di scegliere la tua strada hai appena finito il primo appello. (Sei anche felice di v...
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Il viandante nell’oscurità – Elena Fiorentini

Buio. Ero in piedi, di questo ne ero certo. Soltanto che… non sapevo per quanto tempo ancora ci sarei rimasto prima di cadere. Ero tormentato dal dubbio se rimanere fermo e immobile – posizione precaria, faticosa e malsicura – o muovere un passo avanti all’altro, cercando una via di fuga da quell’oscurità. Odiavo ed odio tutt’ora non riuscire ad essere padrone dei miei occhi, il che è divertente da dirsi se si è miopi quanto lo sono io, il destino sbeffeggiatore lo ricorda sempre a noi dagli ...
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Linee sottili – Elena Fiorentini

C’è una linea incredibilmente sottile tra l’essere solitari e l’essere soli, così come c’è una linea incredibilmente sottile tra il sentirsi soli e il credersi solitari. Le linee sottili, nella vita, sono tante: il vero discrimine nelle cose non sono le differenze spiccate, di quelle ve ne sono poche. In quanto esseri umani custodiamo dentro di noi la tesi e l’antitesi, immersi in una furiosa ricerca della nostra identità dimentichiamo che non siamo pianete, non siamo statici, ci muoviamo e mut...
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Il destino del solitario – Elena Fiorentini

Era un pomeriggio innegabilmente gelido. All’orizzonte vedeva solo rami, arbusti ed enormi pini. Un ambiente del genere non poteva che essere così in quella stagione, ma anche se per qualche scherzo climatico non lo fosse stato, la ragazza che camminava con passo lento sul sentiero lo avrebbe sentito comunque tale. Probabilmente il vero freddo derivava da dentro di lei. Lizbeth aveva intrapreso il percorso nel bosco solo da poche ore. Camminava su un sentiero che proseguiva dritto fino alla c...
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