L’ultima intervista – Francesca Ribilotta

“Buonasera signor Ledger” disse Sophia, “buonasera a lei” rispose lui accennando un sorriso. “Lei è molto bella signorina” continuò sorridendo leggermente, le fossette appena abbozzate sulla guancia destra, “i suoi complimenti possono essere pericolosi, signor Ledger” disse Sophia sorridendogli di rimando, “lo so” rispose lui piegando la testa verso il basso, come a voler respingere l’ultimo pensiero. Poi ad un tratto si incupì, piegò le spalle e abbassò la testa sopra le gambe, si prese la te...
Di più

Senza rumore – Francesca Ribilotta

Esiste un posto, su tra i colli bolognesi, dove puoi fermarti al lato della strada e lasciare la macchina a ridosso di una banchina erbosa, guardare le luci scintillanti e ascoltare, per tutto il tempo del mondo ad occhi chiusi, il rumore della città. La città di Sarajevo non ha rumore. Le luci, di notte, fanno paura… sembrano piccole fiaccole, fuochi, forse non per me. Io che guardo dalla finestra di questa casa a due piani col suo grande giardino vengo da un altro mondo, da un'altra vita. Le...
Di più

Amore profano – Francesca Ribilotta

Andrea e Marta tornavano a casa sotto le luci dei portici, camminavano piano stanchi dall’alcool e non si guardavano, il silenzio era così fitto dopo quella festa d’addio. Erano stati ad una di quelle feste dove solo l’eccessivo rumore, e la musica, le canzoni e l’alcool potevano smorzare la malinconia della partenza di un caro amico. “Lei lo ama” disse Andrea tutto ad un tratto, sempre fissando la strada davanti a sé. Marta lo guardò un attimo e sospirò, poi rispose “ lui non sa cosa vuole, no...
Di più

Stefano – Francesca Ribilotta

Al mattino sono un riflesso di primo sole, una pozzanghera che riflette il rosa dell’alba, sono il profumo del caffè che si snoda tra i corridoi ed entra dalla porta, l’orlo di una tenda che solletica luminose molecole di polvere. Sono il primo battito di ciglia della giornata, così veloce e naturale che non mi conosco e non mi sono mai visto. E ancora mi trasformo: sono un filo d’erba su un gigantesco prato verde baciato dal sole, le radici di un albero che scavano la terra, l’acqua limpida e ...
Di più

Cemento blu – Francesca Ribilotta

porticato del centro
Ho sempre creduto che alcuni eventi ci formino il carattere e la mente, che alcune immagini rimangano tracciate dentro di noi per farci crescere o impazzire, che il destino ci voglia felici per alcuni momenti e la vita ci tenga ad intristirci per altri. Forse è proprio l’angoscia del ricordo che tiene nitide le immagini di quel pomeriggio di Giugno. La sedia grigia di metallo sulla quale ero seduto me la ricordo ancora, mi sentivo scivolare a tratti mentre aspettavo il mio caffè con lo sguardo ...
Di più