Go kart – Luca Vellani

Pensate che le lacrime sul podio siano dovute alla commozione al pensiero: “Dopo tanti sforzi finalmente ci sono riuscito”? Certo questo potrebbe essere plausibile, ma non è la verità. Gli sforzi non centrano un cazzo. Se uno ama quello che fa il suo unico obiettivo è essere il migliore e che tutti si fottano. Chi è nato con il culo sul sedile non può non amare questo sport. Essere pilota di Nascar non lo scegli tu. Per esserlo devi avere un’ottima dose di pazzia e di attenzione. Essere pilota, ...
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Il ragno rosso – Luca Vellani

“La voce del bambino che c’è in me dice che non devo aver paura di stare al buio” continua a ripeterlo ogni notte, quando il sole cala e il vento dell’inverno gli solletica la schiena incuneandosi tra gli spazi della rete. “Quando è buio si mangia!” urla e si dimena in quella piccola gabbia, troppo bassa per farlo stare in piedi e troppo piccola per sdraiarsi e stare comodi. “Ora il buio è mio amico, quando chiudo gli occhi il mondo sparisce” sorride, si copre il volto con le mani lunghe e affus...
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La ragazza canarino – Luca Vellani

Il colore delle sbarre, quell’argento brillante che riflette i raggi del sole in milioni di arcobaleni minuscoli, fa sembrare la piazza uno zoo. Il caldo è insopportabile, ma la gente non ne è spaventata. La paura, le minacce e il terrore hanno assunto una forma diversa ultimamente. Le gabbie sono poste in piazza. Una serie di celle davanti agli occhi di tutti. La folla è in piazza con lo sguardo incollato a godersi lo spettacolo. Le bandiere nere e la gente armata circondano la piazza. Anaan v...
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Jimi – Luca Vellani

“Ciao. Ti ricordi di me?” così esordì l’uomo seduto accanto al comodino. Come fosse entrato e perché conoscesse quel ragazzo dalla pelle di mogano era un mistero. L’uomo si arricciò i baffi sottili con la punta del mignolo e con un sorriso malefico gli disse: “Certo che ti ricordi di me. Noi siamo amici. Siamo legati da un patto ricordi?”. Spalancò gli occhi e cercò di urlare, ma quando aprì la bocca non uscì alcun suono; forse a causa di quei maledettissimi tranquillanti che Monika gli aveva da...
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#MercoledìDeiSensi: L’uomo nero – Luca Vellani

Come tornare a respirare dopo interminabili minuti. Così mi sono svegliata. Ho provato ad urlare; non usciva nessun suono; a mala pena riuscivo ad aprire la bocca. Cercai di muovere le braccia, erano bloccate. Ho sentito il morso delle funi ai polsi. Avevo la pelle d’oca per il contatto con il tavolo di metallo su cui ero immobilizzata. Le mie lacrime, calde e lente, scesero fino alle orecchie dandomi un fastidio, accentuato dal non potermi muovere. Ero spaesata e la luce di quel faro, quella ...
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