Occhi verdi gusto desiderio – Maria Fezzardi

Occhi verdi. Occhi verdissimi e pieni di sole. A guardarli bene erano proprio occhi al sole: al sole nel senso di "gusto sole", un po' come se dicessi occhi alla menta o occhi al limone ecco. Aveva degli occhi al sole. Mettevano voglia di seminare fiori, e non solo per poi vederne ondeggiare le corolle a festa, proprio mettevano voglia di infilare adesso le mani nella terra umida e affondarci dei semi o dei bulbi o che altro ne so, in effetti non avrebbe saputo da che parte cominciare, lei: era...
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Matrioska – Maria Fezzardi

Costanza socchiude gli occhi nella miopia e stringe le labbra mentre osserva il pallido ritaglio di carta verde appeso sul frigorifero, la vista un po' appannata le rende faticoso inseguire gli ingredienti che rotolano sugli slanciati anelli della grafia della nipote. Li conosce così bene che non le serve in realtà a molto leggerli, eppure ci prova. Si dice che forse sono simpatici e sicuramente strani: a vederli lì seduti, fra le altalene giovani dei caratteri, non sembrano quasi nemmeno gli st...
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Febbre – Maria Fezzardi

Era una mattina perfetta per svegliarsi e scoprirsi malati. 21 marzo: primigenio germoglio di primavera. Selene socchiuse gli occhi, nella penombra cercò il lucore geometrico della finestra, a giudicare dalla luce che a fatica filtrava da dietro le tende leggere dovevano essere circa le 5. Selene non chiudeva mai le imposte durante la notte, le piaceva che i primi chiarori del giorno la rincorressero e la raggiungessero sui prati del sonno, che la chiamassero con dita lunghe e la ripescassero pe...
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Una ragazza come una città – Maria Fezzardi (Vincitrice contest 2 sezione Venezia)

Amanda scosse indietro la lunga chioma bionda con un accento fiero del capo, per un attimo il profilo del suo viso s'incorniciò come un cammeo nella goccia del portale gotico alle sue spalle; la sua sagoma era un ricamo di perla contro l'intonaco rosso Tiziano dell'edificio. Amanda si alzò dal suo sgabello, la gente batteva le mani, qualcuno lanciò una moneta, un inchino breve e la folla si disperse poco a poco, come le nuvole sfilacciano scoprendo il sole quando la tempesta finisce. Seduto sul ...
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Culle di memoria – Maria Fezzardi (Contest1)

Nel buio mi sono seduta, e nel silenzio: un buio nero, un silenzio vero. E poi d'improvviso quell'odore caldo di fuoco di tizzone, che il camino esalava mentre nell'oscurità aggrappavo il mio sguardo ai suoi carboni ardenti, quel rosso crepitante pulsare: fu una capriola all'indietro, un innesco ritrovato nel disordine, disperso nella polvere di una giornata, un déjà vu, dolce trappola tesami per restituirmi alle pieghe del passato. E la magia fu che avrei potuto perder tempo inseguendo a ritr...
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