Che tempo fa – Riccardo Meozzi

Nottem, Ilaria Margutti, 2007
Il primo sole del mattino lo svegliava sempre. Erano raggi duri e taglienti e c'era una buona probabilità che ti scottassero se non indossavi un cappello. Aprì gli occhi e seppe che non erano ancora le sette. Tutti nella grande stanza sonnecchiavano, qualcuno russava pesantemente. Non c'erano odori particolari. La soffitta era priva di riscaldamento e si avvertiva solo un gran freddo. Il giovane si strinse fra le coperte di lana e sentì che gli graffiavano le gambe. Provò ad addormentarsi, ma...
Di più

Vai per di qua – Riccardo Meozzi

E corpore memendo, Ilaria margutti 2012
Un po' di curve e poi ci sarebbe stata una rotonda. Le percorse veloce e poi rallentò in prossimità dell'ingresso, tanto per essere sicuro di non incrociare nessun altro veicolo. A quell'ora però non ce n'erano. L'auto di Edoardo era una delle poche cabriolet che si vedevano in giro. Tutti preferivano guidare mezzi con un'abitacolo grande e sicuro, ma a lui non importava affatto. L'aveva scelta proprio per quel tettuccio mobile che appariva e scompariva a seconda della stagione. Era una tene...
Di più

Blocchi scalfiti – Riccardo Meozzi

E corpore Memendo, Ilaria Margutti, 2012
Delle volte parlavamo per ore, altre invece stavamo semplicemente a guardarci, a giocare con le dita. Lasciavamo che si annodassero l'una con l'altra e sorridevamo. Era il nostro spettacolo personale. Le nostre mani si intrecciavano e si allontanavano su qualsiasi superficie, che fosse una tavola apparecchiata oppure i nostri corpi. Quel costante movimento simulava i legami che avevamo avuto fino ad allora. Spesso e volentieri i tuoi polpastrelli mi scavavano il palmo con frenesia e poi dolce...
Di più

I flutti e il cielo – Riccardo Meozzi

Ilaria Margutti, 2012, E Corpore Memendo
Tutte le mattine mi alzavo con un lieve mal di testa. Preparavo il caffè e Markèta mi teneva compagnia mentre facevo colazione. Mangiavamo gallette di riso con burro e marmellata di prugne. La mansarda dove abitavamo era piccola e il tetto era basso, quasi che mettendomi in punta dei piedi potessi sfiorarlo. C'erano molte finestrelle, sia lungo la parete sia sul soffitto. Camera mia era stretta, c'era uno specchio, un comodino e un letto. La notte mi addormentavo sempre guardando la Moldava....
Di più