Le mani dell’Amore – Tobia Cioce

Il fumo di una sigaretta riempiva la stanza illuminata solo da una lampada su una scrivania, rendendo l’atmosfera placida e inquietante contemporaneamente. Sul letto sedeva il Vagabondo, così era conosciuto. Lo chiamavano in quel modo da così tanto tempo che neppure lui ricordava più il suo vero nome; alcuni sostenevano addirittura che quello fosse il suo vero nome. Era chiuso in quella stanza da quattro giorni, in incognito, solo il portiere dell’albergo era al corrente della sua presenza. E...
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..but in you I found a rhyme – Tobia Cioce

La notte passò insonne, non riusciva a prendere sonno, si girava e rigirava nel letto. Aveva un solo pensiero fisso in testa. La ragazza vista la sera prima. Non sapeva chi fosse, come si chiamasse, da dove venisse, eppure in pochi istanti era riuscita ad entragli dentro. Erano bastati uno sguardo ed un sorriso. Non riusciva a togliersi dalla testa quegli occhi castano-verdi che lo avevano colpito dentro come un diretto di un pugile, un diretto di quelli che servono a mettere fine ad un incon...
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The Final Cut – Tobia Cioce

Fallujah, Iraq. Interno giorno. Sembrava una mattina “come le altre” all’ospedale da campo dell’US Army. Solite scene, soliti traumi. La guerra non guardava in faccia a nessuno: civili, soldati, iracheni, americani. Chi aveva solo qualche escoriazione, chi aveva perso una gamba, chi un braccio, chi non ce l’aveva fatta. In un letto, Paul Wright, Sergente del 3rd Battalion 4th Marines, si risvegliò. L’effetto della morfina non riusciva ancora fargli capire dove era, aveva la vista annebbiata, no...
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Ogni maledetto fischio – Tobia Cioce

Finalmente era domenica. Finalmente poteva mettere in campo tutti gli sforzi compiuti durante la settimana. L’ansia, quella maledetta, c’era sempre; ma col passare degli anni aveva imparato a controllarla e a rispettarla. Aveva capito che sarebbe stata sua compagna ogni domenica. Una compagna di quelle che ti tiene sempre d’occhio e che, anche se non sembrava, ti avrebbe spinto a dare il massimo sempre di più. Era pronto per partire, stava facendo il nodo alla cravatta, aveva legato le scarpe ...
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Ventiquattro ore di solitudine – Tobia Cioce

Si svegliò. Si mise a sedere sul bordo del letto. Non riusciva ancora a crederci, gli sembrava tutto surreale. Se ne era andata. Rimase per qualche minuto con lo sguardo perso nel vuoto; la sua mente era piena di domande, alle quali non sarebbe riuscito a dare una risposta nemmeno volendo. Da un giorno all’altro aveva perso la donna che amava, la donna della sua vita. In quella stanza tutto ricordava lei: la sveglia sul comodino insieme ad una sua foto, ricordi di vacanze passate insieme messi s...
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