Seneca – Francesco Filippini

11997082_10206713221302033_1944490668_nFra tre ore sarò al lavoro.

Fra tre ore sarò in ufficio a timbrare carte e a bere caffè per combattere il sonno incombente.

Ho una moglie, non ancora figli, sono sposato ed ho un lavoro, sono sposato con il lavoro.

Dieci ore dietro ad una scrivania e mi chiedono ancora che ho, che mi prende, che mi succede, quando non parlo delle loro stupide partite di pallone, o del loro fine-settimana a bere champagne in discoteca.

Io sono un uomo moderato, e allora perché parlo davanti ad uno specchio che non mi risponde, alle quattro della mattina?

La moderazione è sinonimo di equilibrio, stabilità, sicurezza.

Ho un lavoro stabile, una moglie fedele, sono un moderato.

Sei felice?

Mi chiedo, che cosa sia questa Moderazione in realtà, e come tutti forse farebbero, rispondo: “E’ il non parlare con la bocca piena, l’entrare in chiesa senza il cappello e mettere la mano sulla bocca allo sbadiglio!”. Mai provare a sbadigliare davanti al capo, se no ti licenziano, non avrai più un lavoro e morirai di fame.

Corri vai a scuola, se no ti bocciano, devi studiare per guadagnare, loro ci osservano.

Sono un uomo moderato perché non bestemmio, non fumo e non bevo.

Sei felice?

Io sono un uomo buono, vado sempre in chiesa la domenica mattina, sicuramente mi aspetta la beatitudine. Sono fedele e non ho mai rubato, perché non dovrei essere soddisfatto?

Perché allora mi sento in prigione?

Rido, scherzo, ma non mi sento vivo. Tra mille facce io vorrei essere l’unica, essere diverso.

Ma come?! Ci hai messo trent’anni ad inserirti ed ora vuoi uscirne?

Sembra che tutti cerchino la trasgressione! Io proprio non li capisco. Tutti che bevono, fumano e si drogano perché la realtà fa schifo, una realtà, però, che ci siamo imposti, incapaci di reagire. Reagire al potere dell’enorme tubo catodico che ci guarda.

Io sono sposato ed ho un lavoro, tanti pagherebbero per essere al mio posto; sveglia alle 7:00 di mattina, lavoro fino alle 17:00, cena alle 20:00, un po’ di televisione e poi a letto.

La mia si che è una bella vita!

Esulo la negligenza dal mio vivere e non conosco la temerarietà!

La storia del topolino che si trasferisce in città d’altronde insegna che il tumulto della vita e le nuove esperienze possono uccidere. O per lo meno così mi hanno sempre detto…

Sulla Luna infatti mica ci sono andati!

“Tutte balle Germano” – diceva mio padre quand’ero ancora innocente – “Quelli lì non possono andarci sulla Luna, l’uomo è fatto per stare in casa!”

“Prendi per esempio il nonno Anacleto” – proseguiva mia madre con fare saccente – “E’ campato cent’anni! Mangiava, beveva e dormiva sempre agli stessi orari, lavorava in fabbrica e non si muoveva dal divano, si comportava bene e con moderazione”.

Ma chi stradiavolo è nonno Anacleto?!

Tutti mi dicono che devo essere un uomo rispettabile, in camicia e con una buona famiglia.

Morto insomma! Perché questo sono oramai.

Sono stanco di tutto questo perbenismo, di queste stupide formalità! E poi solo regole, regole e ancora regole, siamo in catene e ci va bene così.

Sei un uomo moderato, lavori per cinquant’anni per comprarti una bara senza mai aver visto le colline dell’Africa. Sì. Basta, ho deciso, domani prenderò un biglietto. Un diretto Genova – Mombasa, respirerò il vento del deserto, mangerò con i Masai e guarderò il panorama standomene seduto dal Kilimangiaro.

Non credete a chi dice che la moderazione faccia di noi uomini seri e rispettabili, fa di noi solo altri automi vestiti di gesso, tutti uguali, tutti con la stessa faccia di plastica.

Non credeteci, perché a questo mondo serve un po’ di sana follia! Come l’incosciente che fa il salto nel vuoto da un ponte, così io farò! Sono stanco, stufo d’essere pedone, voglio essere un Re.

Sì, sì farò così! Domani sarà un giorno migliore, un giorno nuovo! Da domani si cambia vita! Ma solo da domani.

Ora devo mettermi la cravatta ed andare al lavoro.

Francesco Filippini

 

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