#MercoledìDeiSensi: Il suono della paura – Ambra Arcamone

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Stava correndo, intorno a lui la gente urlava, ci fu un secondo scoppio, più vicino e rumoroso del primo, lo spostamento d’aria lo buttò a terra, poi si svegliò.
Era madido di sudore, il cuore batteva all’impazzata. Ci vollero alcuni minuti prima che riuscisse a calmarsi, come ogni notte negli ultimi due mesi aveva rivissuto in sogno ciò che gli era successo all’aeroporto Zaventem di Bruxelles. Si alzò dal letto ed andò in cucina, ormai non si sarebbe più addormentato, lo sapeva, perciò si fece un the caldo con un po’ di miele e mentre lo sorseggiava pensò che doveva andarsene via.
Meccanicamente le mani si posarono sulle orecchie nelle quali risuonava ancora l’eco dei boati di quel 22 Marzo, quando la sua vita era cambiata. Sentiva continuamente il fragore delle esplosioni e le urla della gente. Per alcuni giorni dopo la tragedia fu sordo poi, poco per volta, l’udito ritornò ma gli erano rimasti un sibilo continuo, angosciante, e cosa ben più grave, una irrefrenabile paura.
Per la strada, sui mezzi pubblici, nei bar, nei ristoranti, dappertutto, appena gli si avvicinava un uomo con borsa o zaino, sentiva l’impulso di urlare. Si rendeva conto di essere patetico e di avere una paura ingiustificata, perché la maggioranza dei fedeli di Maometto era brava gente, ma le sue certezze di prima dell’attentato erano sparite, non ce la faceva neanche più ad andare da don Giorgio per il banco alimentare, lui che era stato uno dei più assidui, dei più convinti. Il suo cuore si era indurito. Anche gli islamici che aveva conosciuto lì, che aveva aiutato e che erano diventati suoi amici, ora l’inquietavano. Doveva partire, ma dove andare? Dove avrebbe potuto ricostruire sé stesso? Lo psicologo, gli aveva detto che fuggire non sarebbe servito e che avrebbe dovuto risolvere i suoi conflitti rimanendo ed affrontandoli, ma gli attacchi di panico peggioravano ogni giorno ed era assalito dall’angoscia perfino se i ragazzi marocchini, che abitavano dall’altra parte del cortile, ascoltavano la loro musica.

6 thoughts on “#MercoledìDeiSensi: Il suono della paura – Ambra Arcamone

  1. Vi ringrazio per i complimenti e per la vostra curiosità di conoscere il resto del racconto. Non è finito, ci sto ancora lavorando.

  2. Vorrei leggere il restooooooooo!
    Ambra sei molto coinvolgente e mi piace molto quello che racconti e come lo racconti! 🙂

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