#MercoledìDeiSensi: L’impercettibile odore del colpevole. – Ambra Arcamone Malaspina

5-senses-main-fotoMarcel era un Naso, il suo lavoro consisteva nell’annusare le fragranze ottenute dai fiori, dai frutti, dai legni, dalle foglie e poi mescolarle per creare i profumi. L’olfatto era il suo strumento di lavoro.  Certe volte gli sembrava che avrebbe potuto andare in giro ad occhi chiusi, lasciandosi guidare solo dalle scie odorose.
Gli piaceva annusare l’aria e cogliere i messaggi olfattivi che vi erano disciolti. Riusciva anche a sentire i diversi odori delle emozioni della gente, capiva quando una persona era felice, quando aveva paura, quando era innamorata. Nessuno poteva fingere con lui. Per questo motivo gli avevano chiesto di collaborare con la Gendarmerie di Grasse, la sua città, lui aveva accettato di presenziare agli interrogatori e sapeva dire se il sospettato dicesse o no la verità. Il suo parere non poteva essere usato in tribunale, ma dava agli inquirenti un’indicazione.
Quel giorno avrebbero interrogato una donna sospettata di avere ucciso il marito, lei si proclamava innocente e da quando era stata fermata si rifiutava di mangiare, piangeva e se ne stava sdraiata sul letto, girata verso il muro. Entrò nella Gendarmerie, il comandante Lefevre lo salutò sorridendo: “Salve Marcel, ti stavamo aspettando, andiamo subito dentro, Rodin e Paulot la stanno già interrogando.”
Nella stanza la donna era seduta vicino al tavolo, rigida ed impettita, una ciocca di capelli le copriva un occhio, ma lei sembrava non accorgersene. Marcel sentì subito nell’aria l’odore della paura. Il comandante fece le presentazioni e lei salutò con un filo di voce, sforzandosi per fare uscire le parole dalle labbra che erano tirate in una smorfia.
“Mi racconti ancora come e quando ha trovato il cadavere di suo marito, madame.”
Le chiese Rodin in modo rude. L’intonazione della sua voce era volutamente sospettosa. Marcel capì che stava recitando la parte del poliziotto cattivo.
“Sono entrata nel suo studio e l’ho trovato a terra, mi sono avvicinata ed ho visto le macchie di sangue sulla camicia, e poi il coltello. Era lì accanto e, non so perché, l’ho raccolto.”

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